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Sabato 27 Settembre 10:20

Carife Ferrara, parla Crovetti: "Il basket e' un prodotto forte e lo dimostrera'"

 
Ad Alessandro Crovetti, oggi amministratore delegato del Basket Club Ferrara, società neopromossa in Serie A, con un passato come dirigente nella Pallacanestro Reggiana (1984-87), nella Lega Basket di Serie A in qualità Segretario Generale (1987-99), ancora come dirigente nella Nuova Pallacanestro Napoli (1999-2001) e appunto dal 2002 impegnato nel progetto della società estense, abbiamo chiesto il suo parere sulla situazione.

Domani a Venezia viene presentato un campionato del quale non si conosce ancora il numero delle squadre partecipanti e non si hanno certezze sulla data di inizio e la redazione del nuovo calendario. Cosa ne pensa?
In uno dei momenti più critici della pallacanestro italiana con la Federazione che avrà un commissario ed un campionato che doveva cominciare il 5 ottobre, ma che per le note vicende vede per ora il suo inizio posticipato al 12 ottobre, credo che la cosa più importante sia ripartire con grande vigore dai club di serie A. La Lega Basket deve ritornare ad essere la somma positiva dell’esperienza e delle capacità dei dirigenti delle società che sono in grado di fare cose straordinarie per i loro club e quindi devono avere la forza di unirsi e di comprendere il senso dello stare insieme. Solo così la Lega Basket avrà un ruolo importante di guida del movimento del basket italiano. Penso a Minucci partito dalla A2 a Siena ed ora ai vertici europei, a Sabatini che ha ricostruito la Virtus da Castelmaggiore ed ora ha creato anche un impianto con un’idea futuristica straordinaria, a Vellucci che insieme al mitico patron Scavolini ha saputo rilanciare una grande piazza come Pesaro dalla B d’Eccellenza, a Lefebre importante uomo di marketing ora al comando di Treviso, ad Atripaldi e Savio che lanceranno presto un modernissimo impianto a Biella da 6000 posti.
Che dire poi di Basso-Cannella-Trapè, la triade di Montegranaro che ha fatto di una piccola società un grande esempio, dei 2000 abbonati di Antonetti a Teramo, di Ercolino che ha portato in Eurolega Avellino, dell’esperienza tecnica di Arrigoni che mantiene alta la grande storia di Cantù, di Milano che ha saputo coinvolgere Armani, uno dei simboli italiani nel mondo, di Papalia e Caputo bravi a riportare Rieti e Caserta in Serie A, di Zoran Savic che vuole rilanciare la Fortitudo, di Toti che ha la forza e la passione di fare basket a Roma, di Snaidero e Ghiacci coppia ormai storica di Udine. Non vanno dimenticati Maione che in una città difficile come Napoli ha fatto cose importanti e Sindoni che lotta sempre come un leone per la sua Capo d’Orlando. I dirigenti ci sono, devono solo avere la convinzione di lavorare insieme per lungo tempo per ricostruire una Lega Basket forte. Il prodotto c’è.

Certo, ma oggi la realtà è che il 20 settembre il Consiglio Federale ha escluso le società di Napoli e Capo d’Orlando.
Non entro ovviamente nel merito specifico di questa vicenda, perché non conosco a fondo la questione e sono in corso dei procedimenti di giustizia sportiva, dico solo che è difficilmente comprensibile come una decisione di questa importanza venga presa a 15 giorni dall’inizio del campionato. Questo stato di incertezza attuale genera danni al nostro movimento proprio in apertura di una stagione che si preannuncia di grande interesse per come le società hanno condotto il mercato. E’ un caso che non va lasciato cadere, ma al quale, a bocce ferme, andranno apportati correttivi importanti perché non si ripeta. La Lega Basket in questo senso dovrà fare delle proposte di un certo livello rielaborando il progetto del 2006 su ranking, wild card, e così di seguito. Anche la Legadue e la Lega Nazionale andranno coinvolte nel cercare di dare al basket dei prossimi anni un futuro con regole certe perché le società possano programmare con serietà le loro stagioni.

E la convenzione in merito all’eleggibilità dei giocatori?
E’ un fatto anomalo. La commissione istituita dalla Lega Basket aveva prodotto un ottimo lavoro con un programma quadriennale approvato senza riserve da Coni e Fip. Oggi tutto è stato ribaltato con una soluzione che scontenta i club e i giocatori italiani che, con la loro minaccia di sciopero sulla maglia azzurra, hanno vanificato tutta l’opera fatta.
Il risultato è che, volendo, i club per i prossimi quattro anni potranno comunque schierare come primo italiano il settimo giocatore.
Inoltre faccio un esempio specifico. Il mio giocatore Daniel Farabello, argentino di passaporto italiano da anni, non sa oggi in quale categoria rientra per il futuro: è extracomunitario? E’ comunitario? Ci sarà una nuova nicchia per i giocatori di passaporto italiano? E’ italiano?
Lui non capisce perché, essendo associato obbligatoriamente alla firma del contratto alla Giba, i suoi diritti non vengono difesi dal suo sindacato. Gli ho dato il numero di telefono dell’amico Cassì. Mi auguro comunque che Daniel Farabello non abbia una crisi di identità perché a Ferrara abbiamo bisogno che lui ci faccia un altro grande campionato come quello dell’anno scorso.

E a Ferrara come va l’impatto con la serie A?
Sul tema dell’impianto, ristrutturare portando a 3500 posti il PalaSegest o fare un impianto nuovo da 5000 posti, la risposta della politica, maggioranza ed opposizione, è stata alla fine chiara e univoca. Siamo in democrazia ed è partita la ristrutturazione del PalaSegest.
La risposta del popolo ferrarese, visti i risultati della campagna abbonamenti è stata chiara e univoca e, forse – lo spero – qualcuno dovrebbe ripensare con attenzione alle scelte fatte.
La società, dal presidente, ai consiglieri, ai dirigenti che se ne occupano, sta lavorando alacremente alla composizione del budget. La risposta della Carife è stata di alto livello anche per la biennalità del contratto e, proprio oggi, fa particolarmente piacere vedere che ha lanciato una campagna pubblicitaria istituzionale con l’elemento basket in primo piano. Sempre oggi, tra le altre, è entrata nella nostra famiglia la Mobyt, un’azienda ferrarese che opera in un settore tecnologico all’avanguardia ed altre novità seguiranno. Sono segnali di grande vitalità del territorio ferrarese, che fanno ben sperare, affinché il Basket Club Ferrara possa resistere al massimo livello meritatamente raggiunto.

E la squadra?
Mi piace. Valli e i ragazzi stanno lavorando bene, con l’atteggiamento giusto, con umiltà e dedizione al lavoro, consci di cosa significhi essere in Serie A. E’ un bel gruppo che vede insieme tecnici e giocatori in gran parte alla loro terza stagione a Ferrara, ai quali sono state fatte addizioni di qualità.
Recentemente io e Giorgio abbiamo fatto un errore, quello di fare giocare Mykal Riley contro il Cska, nonostante non fosse in condizioni fisiche perfette. Valli però ci teneva a fargli provare il massimo livello del basket europeo ed io ho condiviso questa sua intelligente valutazione.
E’ stato un errore, perché quando leggo i commenti trancianti su Riley di una persona esperta di basket come Mario De Sisti mi irrito.
Però quando arrivò Nnamaka Mario disse in una trasmissione televisiva che non ne capiva l’utilità in quella squadra. Tuttavia bisogna comprendere i momenti, anche quelli che vedono De Sisti espulso al torneo giovanile dei Balloons perché attacca un arbitro in una partita dove la nostra Sanibol batte la 4Torri. Mi auguro che l’amico comune Gigi Moretti lo abbia multato, io per la sua intervista su Riley lo faccio.


Sito Uff. Club Ferrara

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