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Lunedi 23 Febbraio 10:11

Consegnati i premi Italia Basket Hall of Fame 2008 a Bologna

Dino Meneghin, presidente Fip: "Oggi per me una giornata speciale sia per i premi che consegniamo, sia per le persone premiate. Alcuni, tra questi, mi hanno insegnato a crescere. Siamo bravissimi a dimenticare in fretta chi ha dato tanto per il basket. L'Italia Basket Hall of Fame ci permette, in parte, di rimediare".
Bologna, Palazzo di Citt, cappella Farnese. Terza edizione del premio Italia Basket Hall of Fame. Introduce e conduce Dan Peterson.
Meneghin aggiunge: "E' pi importante di coppe e scudetti vinti". E poi fa uno scatto, guardando in avanti, approfittando della presenza di Patrick Baumann, membro Cio e segretario generale della Fiba: "La nostra pallacanestro in generale, pronta per ospitare il Campionato del Mondo del 2014. Abbiamo presentato una ottima candidatura, la parola adesso passa alla Fiba".

Patrick Baumann, Boris Stankovic, Nar Zanolin, Lubo Kotleba, i vertici di Fiba e di Fiba Europa sono a Bologna per celebrare l'ingresso nella Italia Basket Hall of Fame di Ottorino Flaborea, Aldo Ossola, Nidia Pausich, (categoria giocatori) Aldo Vitale (una vita per il basket), Ettore Messina (allenatori), Giancarlo Vitolo (arbitri), ma anche due premi alla memoria, a due allenatori della Nazionale che non ci sono pi: Nello Paratore e Giancarlo Primo.

Il denominatore comune lemozione. Ottorino Flaborea, centro dellIgnis Varese, non ha problemi ad ammettere che si sente in paradiso. Lemozione vera, le lacrime l, l pronte: Sono tra i grandi non me lo sarei aspettato. Ho avuto meravigliosi compagni di squadra. Asa Nikolic? Quando ci allen lui passammo dai tre allenamenti a settimane alle doppie sedute giornaliere. Eravamo un gran gruppo. Meneghin, che inizi nella grande Ignis, lo ringrazia: Flaborea per me stato come un fratello maggiore. Gli sar riconoscente per tutta la vita.

Aldo Ossola, play dellIgnis Varese di quegli anni Settanta, gioca ancora oggi in prima divisione. Per lui la Fip ha aumentato i limiti di et per la pratica agonistica. Era famoso per i suoi assist e per i pochi tiri. Che, per, andavano dentro. Sandro Gamba, gi coach azzurro e suo allenatore a Varese: Ossola era il cervello della squadra. Forse non eravamo la squadra pi forte in Europa, ma con lui, abbiamo vinto anche quando non avremmo dovuto.

Nidia Pausich, sette scudetti, accompagnata da tutta la squadra che nel 1977 guid alla promozione in serie A. Oggi Nidia allena ancora: i bambini e i ragazzi portatori di handicap. Il momento pi bello di tutta la carriera? Quando ho indossato la maglia azzurra.

Giancarlo Vitolo, poi, un signor arbitro: 22 anni in serie A, oltre 400 partite, le Olimpiadi di Mosca e pi di dieci tecnici a Dan Peterson in carriera: te li meritavi tutti. Valerio Bianchini, gi coach azzurro e allenatore scudettato di Cant, Pesaro e Roma: Quando Vitolo era designato per la tua gara, potevi esser certo che lo spirito del basket sarebbe stato protetto.

Nello Paratore e Giancarlo Primo lavorarono tanti anni insieme al Settore squadre Nazionali della Fip. Paratore fu il regista del primo boom della pallacanestro italiana con il quarto posto della Nazionale alle Olimpiadi di Roma del 1960, Giancarlo Primo ha lasciato, per dirla con Peterson le impronte digitali nella pallacanestro italiana.

*Aldo Vitale premiato per tanti motivi. La sua vita per il basket significa cinquantanni di Fiba (con Stankovic, venuto appositamente, che scolpisce: Aldo? Un amico, un valido collaboratore per tanti anni, un grande competente di basket femminile) e tanto basket femminile. Lo sguardo puntato anche al Mondiale 2014: La Fip ha i mezzi, gli uomini, le strutture e un paese meraviglioso. Per vincere bisogna fare meglio degli altri paesi*

Chiude Ettore Messina. Peterson come se scolpisse le sue virt: A cinquantanni ha avuto sei carriere, come se avesse avuto sei vite. Messina emozionantissimo: Sono stato fortunato. Ho avuto squadre forti e difficili, ma anche grandi assistenti, come Giordano Consolini che qui oggi, e grandi maestri, fra cui Sandro Gamba. Approfitto per fare una cosa che non ho mai fatto prima: ringrazio lavvocato Gianluigi Porelli per avermi portato a Bologna, alla Virtus. Non lavevo mai fatto prima. Gli devo una vita di pallacanestro e di saper vivere. Cosa provo? Ho 50 anni, nella testa, per, mi sembra di averne 27. Sto con i migliori, ma li vedo molto lontani da me. Come dire irraggiungibili. Sono molto orgoglioso di essere qui.

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