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Giovedì 28 Maggio 10:36

Crovetti: 'Morse mi ha fatto sognare. A Ferrara gli stessi miracoli'

 
Erano gli anni '70 e il basket televisivo era Rai Uno in bianco e nero con la voce di Aldo Giordani. E i ragazzi di allora come me e mio fratello Giacomo si sfidavano a canestro: io per l'Ignis Varese, lui per il Simmentnal Milano nelle vesti di Bob Morse e Pino Brumatti.Erano gli anni '80 e il basket era due giocatori americani, otto italiani vincolati alla societ. Reggio Emilia si affacciava per la prima volta in serie A, una nuova citt e una nuova societ, la Pallacanestro Reggiana con due grandi sponsor a sostenerla, le Cantine Riunite e la Cassa di Risparmio di Reggio Emilia. C'era un intraprendente presidente reggiano Enrico Prandi che aveva grandi timori nell'affrontare questa nuova avventura, ma era accompagnato da un coach di valore come Dado Lombardi e insieme partorirono un'idea impossibile. Portare a Reggio Emilia una leggenda del basket europeo: Bob Morse affiancandolo ad una delle migliori guardie del basket italiano, Pino Brumatti.Ci riuscirono e mi trovai come dirigente in quella Cantine Riunite del 1984/1985 i due miti della mia giovent, Bob e Pino. Non si doveva vincere il campionato, ma salvarsi. Ma accaddero dei miracoli, si vinse a Cant, furono battute le due Bologna. Il campionato dopo 30 giornate vide le Riunite al decimo posto con 28 punti, i play off sfiorati per un soffio.La stagione successiva fu ancora migliore, furono raggiunti i play off e in gara 3 a Rimini, nella sua ultima partita ufficiale, Bob Morse realizz i canestri necessari per diventare il miglior marcatore assoluto in Italia: 9785 punti contro i 9779 di Chuck Jura. Sarebbero stati molti di pi se avesse potuto usufruire della regola del tiro da tr punti per tutta la sua carriera e non solo nelle ultime due stagioni. La partita di addio fu un evento straordinario al palasport di Reggio Emilia:Bob gioc il primo tempo con la maglia dell'Ignis Varese insieme a Rusconi, Ossola, Me-neghin, Flaborea, Yelverton, Zanatta, Bisson, Lucarelli, Salvaneschi, con un trio in panchina eccezionale composto da Gamba, Nico Messina e Pentassuglia, dirigenti Bulgheroni e Gualco. Alla sua uscita dal campo, nel secondo tempo in maglia Cantine Riunite, 5000 persone si alzarono in piedi e lo applaudirono per cinque minuti.Dopo 23 anni Bob Morse ritornato a Reggio Emilia e nella Sala del Tricolore gli stata consegnata una copia della bandiera italiana. A Varese vincere era un obbligo, campionato e Coppa dei Campioni - ha dichiarato Bob -: a Reggio Emilia lo spirito era diverso perch lo scudetto era battere le grandi squadre come le due Bologna, Cant, Varese. Per me non era un problema, dovevo fare canestro, sempre stata la mia missione; il mio era un talento naturale perfezionato da centinaia di ore di allenamento.Sono arrivati gli anni 2000 e il basket suddivide i suoi giocatori per fare una squadra in tante categorie: italiani, italiani passaportati, italiano passaportati eleggibili per la Nazionale, doppio passaporto europeo, comunitari, comunitari extra U, extra comunitari e cos di seguito. Il mondo cambiato, ma non le storie parallele. E cos, a 115 chilometri da Reggio Emilia una nuova realt Ferrara con la sua societ Basket Club si affaccia per la primavolta in serie A con un importante main sponsor: la Cassa di Risparmio di Ferrara. C' un intraprendente presidente ferrarese Roberto Mascellani che accompagnato da un coach di valore come Giorgio Valli lancia la sfida, l'obiettivo la salvezza. Ma accadono dei miracoli, si vince a Cant, vengono battute le due Bologne e guarda un po', dopo 30 giornate la Carife chiude il campionato al decimo posto con 28 punti ad un passo dai play off. Non c' un Bob Morse nella squadra, ma un ragazzo che forse potrebbe diventarlo con una storia rovesciata rispetto alla leggenda. Americani entrambi, ma diversi, uno alto, l'altro piccolo; uno bianco, l'altro nero. Uno ha vinto tante coppe dei campioni e scudetti, l'altro un campionato di Legadue, ma ha tempo davanti. Una cosa in comune ce l'hanno: fanno canestro e sono due grandi uomini. E chiss che tra un po' di anni Mascellani non mi telefoni come ha fatto Prandi qualche giorno fa per dirmi: Andre Collins in Italia, perch con Marilisa sono venuti a trovare i loro parenti, abbiamo deciso di fare una cerimonia in Comune per ricordare quelle giornate straordinarie di basket. Perch non vieni?. Chiss che cos' che unisce queste due belle storie, fatte da uomini di sport. Forse da una parte l'erbazzone, il lambrusco e la Sala del Tricolore e dall'altra i cappellacci, la salama e il Castello Estense. Sicuramente la gente emiliana.
Sandro Crovetti
giemme del Basket Club

La Nuova Ferrara

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