News

Domenica 29 Novembre 22:57

Renzi al convegno di Scauri: 'Manca un campionato idoneo allo sviluppo dei giovani'

 
Il rilancio della Nazionale, dopo la mancata qualificazione all’Europeo 2009, le nuove formule dei campionati, per gioco e giocatori di maggiore qualità, e l’immagine della pallacanestro italiana, per una maggiore diffusione del basket: questi i tre argomenti principali del forum Scauri 2010. Il basket nel futuro che si è tenuto a nel castello baronale di Minturno, in provincia di Latina.
Il Forum, organizzato dal comune di Minturno e dal comitato provinciale Fip di Latina, ha visto la partecipazione del presidente del CONI Giovanni Petrucci, del presidente FIP Dino Meneghin, del vicepresidente FIP Gaetano Laguardia, ma anche del responsabile comunicazione e marketing della FIP Nicola Tolomei con gli interventi dei presidenti delle Leghe professionistiche Valentino Renzi (serie A) e Marco Bonamico (Legadue) e dei consiglieri federali Sandra Palombarini e Gianni Del Franco. L’introduzione è stata del sindaco di Minturno Pino Sardelli, mentre il giornalista Mario Arceri ha moderato l’incontro. Qui di seguito un resoconto degli interventi.

IL RILANCIO DELLA NAZIONALE

“Perché la Nazionale non vince? Perché non c’è più l’interesse per il basket di una volta –dichiara convinto il presidente Petrucci- i media, i giornali in particolare, hanno diminuito gli spazi, il pubblico alle gare di campionato è in calo. Inoltre la cultura dell’affetto per la Nazionale, dell’onore di andare in Nazionale, oggi, nelle squadre di vertice, non c’è. Devo anche dire, però, che il basket è lo sport più bello al mondo e qui in Italia è un tesoro inesploso. C’è entusiasmo in giro, e in questo momento con il presidente Dino Meneghin e un consiglio federale composto di bravi dirigenti, ci sono tutte le possibilità per risollevarsi.
“Avere nel campionato di serie A 5 giocatori stranieri fissi –continua il presidente Petrucci- non attira l’interesse del pubblico, ma non avete gioia nell’identificarvi in un campione italiano? L’entusiasmo, anche per la Nazionale, viene quando ci si identifica. La FIP oggi ha un buon presidente e deve scegliere l’allenatore della Nazionale, che dopo il presidente è il miglior testimonial della pallacanestro italiana. Che il CT sia a tempo pieno e che la Nazionale torni presto a vincere. Occorre pensare in grande, perché se la Nazionale non torna a vincere si avrà sempre un campionato mediocre. Pensate in grande, perché siete grandi”.

“Oggi l’unica squadra che ha un’identità propria è quella Nazionale –commenta Dino Meneghin – non posso dire lo stesso per le altre squadre professionistiche, anche se lì i motivi sono tra i più svariati. Stiamo vivendo una situazione molto complicata, che vedo rispecchiata nelle domande che la gente mi rivolge per strade. Mi sento chiedere di continuo: Come mai la Nazionale non vince? Perché non viene dato più spazio agli Italiani? Siena continuerà a vincere?
Di sicuro abbiamo giocatori validi in Italia, ma dobbiamo studiare il modo migliore per farli mettere in mostra, anche attraverso la riforma dei campionati. Dobbiamo sicuramente lavorare di più: la sentenza Bosman ha provocato una crisi nel reclutamento, ma occorre tornare a lavorare nei settori giovanili. Non occorrono però degli urlatori in panchina. Quando ho iniziato a giocare, Nico Messina, un allenatore-educatore, mi ha dato la palla in mano e mi ha detto: ‘Adesso divertiti’ poi col tempo mi ha insegnato a stare in campo. Dobbiamo fare divertire i ragazzi, ma anche dargli il giusto spazio quando diventano giocatori, ma è anche vero che nulla è scontato: che i ragazzi imparino a lottare per ottenere qualcosa e il posto in campo.

“Oggi la Nazionale è il prodotto italiano, è l’orgoglio per giocare per il proprio paese. Dobbiamo continuare a dargli identità, la nostra identità, perché sono preoccupato sul futuro, sullo scarso entusiasmo dei giocatori, sulle scarse motivazioni che vengono dalle società. Il giocatore che rifiuta la Nazionale è per me un mezzo giocatore: l’orgoglio per una medaglia vinta in Nazionale vale più di ogni scudetto. Penso che sia meglio essere padroni della città che dei signorotti nel proprio condominio. Il futuro è difficile se non riusciamo con buon senso a trovare spazio perché i giocatori si possano esprimere prima in Italia e poi in un contesto internazionale”.

“La Nazionale è il fulcro delle nostre attività –conferma Valentino Renzi, presidente della Lega di Serie A- ma è anche vero che quella della scorsa estate avrebbe dovuto essere, a detta degli esperti, individualmente la migliore Nazionale di sempre. Forse è mancata la voglia di giocare insieme: per cui io sgancerei il mancato utilizzo degli italiani in campionato dagli insuccessi della Nazionale.

“Di certo, va modificato il modo di pensare. Non c’è un campionato idoneo allo sviluppo dei giovani: in serie A giocano giocatori che non sono pronti per la serie A. Inoltre devo dire che le società di serie A lavorano sui giovani: l’80 per cento degli U17 e gli U19 che vanno nelle Nazionali giovanili appartengono a società di serie A.

“Non credo, infine, che con le nuove norme varate dal Consiglio federale per il prossimo anno possa aumentare di colpo il minutaggio degli italiani. In serie A giocano i migliori. A proposito di Federazione devo dire che sono contento delle norme più restrittive che la Federazione ha varato per la partecipazione ai campionati: vi partecipano solo le società che offrono reali garanzie.

“Infine siamo in un sistema dove i giocatori hanno piena occupazione. Chi non gioca è perché non ha il contratto che vuole. I dati sulla presenza degli italiani in campo –conclude Renzi- sono gli stessi dei giocatori spagnoli in Spagna. Da noi li evidenziamo di più perché perdiamo a livello internazionale”

Marco Bonamico, ex azzurro, oro a Nantes nel 1983 e Argento a Mosca 80, oggi presidente della Legadue va diretto al cuore del problema: “Non ci siamo qualificati per l’Europeo 2009 perché abbiamo avuto giocatori che si sono presentati in penose condizioni fisiche al raduno e poi il loro atteggiamento in campo non è stato dei migliori. Senza lo spirito giusto non si vince, senza il carattere e la voglia di andare in Nazionale non si va da nessuna parte. Mi auguro che di non vedere più giocare una partita come Italia-Finlandia dello scorso 20 agosto.
Come Legadue, in ogni caso, siamo pronti a pensare il nostro futuro, anche se, se siamo bravi, i primi risultati non li vedremo prima di cinque anni”.

LE NUOVE FORMULE DEI CAMPIONATI

“Dobbiamo dare contenuti alle formule dei campionati, non fare solo un elenco di numeri, di gironi e di partite –afferma Gaetano Laguardia, passando al secondo argomento della giornata- in questo momento di crisi mi piace dire che il basket ha i propri anticorpi: i numeri aumentano, ma non posso dire la stessa cosa per la qualità. Stiamo parlando con le componenti. In serie A è stata introdotta la wild card. Occorre creare un campionato dove giocano e crescono i giovani. Dobbiamo arrivarci, facendo tutto dei sacrifici”

“Il settore agonistico che presiedo –spiega il consigliere federale Gianni Del Franco- presenterà una proposta al prossimo consiglio federale per un campionato di serie C regionale under 23 con due over 23. Potrebbe essere un punto di partenza, per poi ragionare su una serie C dilettanti under 25, una B dilettanti under 27 e una A dilettanti under 29. Sono tutte cose su cui mi piacerebbe confrontare, perché non è il numero elevato di squadre a dare la qualità anzi il contrario. Di certo, però, occorrerà riprendere a fare il reclutamento, le ricordate le leve?, e fare corsi di formazione per i dirigenti”.

Il punto della situazione in campo femminile è fatto da Sandra Palombarini, responsabile del settore squadre nazionali: “La fatica nel reclutamento nella femminile è più forte e si sente. Abbiamo varato i nostri progetti per il futuro già nel 2001 con Azzurrina, allenamenti su basi regionali. Le under 16 che lo scorso anno hanno vinto l’argento europeo vengono da lì. Oggi stiamo lavorando anche con il College Italia, sorta di Nazionale giovanile in raduno permanente a Roma. Vogliamo far fare esperienza alle atlete, esperienza che poi possa tornar utile in Nazionale e che può tornare utile alle ragazze quando tornano nelle proprie società. Per quanto riguarda le straniere, io sono per un abbassamento drastico del loro numero, non alla loro prevalenza: oramai le giocatrici fanno esperienza internazionale in Nazionale e la portano nei club: una volta era il contrario.

L’IMMAGINE DELLA PALLACANESTRO ITALIANA

“Il brand Italia funziona. Lo ha dimostrato di recente la Nazionale di Rugby. Sono bravi, ma la maglia azzurra ha successo – così Nicola Tolomei – dalla scorsa estate responsabile dell’Area Marketing, Eventi e Comunicazione della FIP.
“Il compito che mi è stato dato è quello di allargare la base dell’interesse del basket. Le scelte che facciamo oggi, ci guideranno nel futuro.
Gli appassionati di basket in Italia, a tutti i livelli, sono 4 milioni e 400mila, come un partito politico, sono tanti. I bambini del minibasket sono 145mila e stimiamo che uno stesso numero gioca ma non ufficialmente. Il mio compito è di riportare la fascinazione del basket, alzando la dignità di quelle che sono le manifestazioni di base e che da sempre caratterizzano l’attività federale, dai Jamborée minibasket alle finali nazionali giovanili al Trofeo delle regioni.

“Il nostro sport –continua Tolomei- ha forti valori emotivi e sociali: altrove il nero è il diverso da temere, da noi, da anni, invece è quello che porta la qualità. Non a caso il basket è uno sport che integra, che non divide. Ho apprezzato che la FIP non abbia voluto chiedere la wild card per partecipare al Campionato del Mondo 2010: giusto in termini etici e sintomo di un orgoglio ritrovato.
Il basket ha tante valenze: si gioca di squadra, ma si può giocare da soli. Nel palazzetto, come nei playground o all’oratorio. Il compito che mi hanno affidato è di far innamorare di nuovo i ragazzi di questo sport, ma anche di trovare più spazio sui media.
“Abbiamo giocatori famosi ed importanti. Ho chiesto che venga formato il club Italia dove il presidente Dino Meneghin sia affiancato da una decina di ex atleti che in tutta Italia trasmettano con l’esempio i valori del basket.
La FIP –conclude Tolomei- dal 15 gennaio avrà un nuovo portale e una web tv: anche le nuove tecnologie sono da utilizzare per affermare i nostri valori”.



FIP.it

ULTIME NEWS