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Sabato 15 Giugno 17:56

'Percorso Ignis', la storia della Pallacanestro Varese rivive in citta'

 
Grande pubblico e tantissimi campioni, allenatori e dirigenti per la presentazione questa mattina presso il Salone Estense del Palazzo Comunale di Varese del “Percorso Ignis”, una sorta di museo all’aperto che ricorda le gesta della squadra che tra gli anni ‘60 e ‘70 ha conquistato tutto quello che c’era da vincere rendendo famoso nel mondo il nome di Varese. Da Gamba a Gualco, da Meneghin a Morse, da Lucarelli a Ossola sono stati davvero numerosi gli ex gialloblù che non hanno voluto mancare a questo appuntamento reso possibile grazie alle loro gesta in campo. Nel parterre di ex Ignis c’era anche Miriam Garbosi, moglie di Enrico, l’allenatore del primo scudetto targato Varese nel 1961. Guido Borghi impegnato all’estero ha mandato un toccante messaggio mentre Toto ed Edo Bulgheroni hanno testimoniato l’ultimo scudetto vinto da Varese nel 1999. Francesco Vescovi e Massimo Ferraiuolo hanno invece rappresentato la società di oggi che continua la grande tradizione cestistica del club e della città. La storia sportiva della Ignis, una super-squadra, è raccontata in dodici targhe che saranno collocate in 12 punti della città. Anzi, 11+1: l’ultima targa, che poi in realtà è la prima, è ospitata infatti a Comerio negli attuali stabilimenti Whirlpool, un tempo la sede della Ignis di Giovanni Borghi. È li che tutto cominciò per volontà del commendator Borghi. Lo scopo del “Percorso Ignis” è quello di ricordare agli appassionati di ieri, di oggi e di domani le gesta della valanga gialloblù, com’era soprannominata all’epoca la squadra allenata da Aza Nikolic e poi da Sandro Gamba. L’idea è stata di Flavio Vanetti, giornalista che al Corriere della Sera si occupa anche di basket che ha proposto il progetto al Comune di Varese. E in breve la sinergia tra Comune, Agenzia del Turismo provinciale “Varese Land of Tourism” è diventata realtà grazie anche al contributo della Pallacanestro Varese che ha subito collegato il nuovo percorso storico a www.vareseleggenda.it, il museo online del club biancorosso ideato da Gianmaria Vacirca.

“Lo spunto – ha spiegato Flavio Vanetti – mi è venuto da un’iniziativa sviluppata da Aix-en-Provence per Paul Cézanne. Il selciato del centro storico è stato arricchito di “marker” con una “C” dorata. Sono un po’ come i sassi di Pollicino e fungono da guida per il turista, che ha così modo di visitare i posti nel quale il pittore ha vissuto ed esercitato. Grazie alle targhe, da collocare in luoghi “cult” della Ignis, l’intenzione è di tramandare ai posteri la memoria di un autentico squadrone.” I luoghi scelti sono i più disparati: dalla palestra XXV Aprile, passata alla storia per un autocanestro volontario del Real Madrid (da quel giorno proibiti come arma “tattica” per evitare sconfitte più larghe in un ipotetico tempo supplementare), al palasport di Masnago, sede di tanti trionfi, alla vecchia sede di via Cairoli, ai ritrovi dei giocatori. In ogni luogo, e su ogni targa, si narrano inoltre alcune delle imprese più belle portate a termine dalla squadra: è la memoria del passato che alimenta il presente e il futuro della Pallacanestro Varese e della sua tradizione di successi. La prima targa è collocata a Comerio e rappresenta una dedica particolare al commendator Giovanni Borghi, il patron delo sport varesino e di quella mitica squadra. Le altre sono destinate a Varese città.

Sito Uff. Pall. Varese

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