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Mercoledì 12 Marzo 13:39

La scomparsa di Giancarlo Gualco: ha costruito il mito della grande Varese

 
La Pallacanestro Varese piange un suo grandissimo protagonista. Nella notte tra martedì e mercoledì è morto infatti a Varese Giancarlo Gualco, da tempo malato. Nato in Francia a La Ciotat il 7 dicembre 1931, quest’anno avrebbe compiuto 83 anni. È stato uno dei pionieri del basket in città giocando per la Pallacanestro Varese dal 1948 al 1959, quando ancora i campi erano all’aperto per poi passare nella mitica Casa dello sport di via XXV aprile. Smessi i panni di giocatore e di eccellente tiratore, Giancarlo è rapidamente entrato in società mettendo in mostra qualità e capacità non comuni che in breve gli hanno consentito di diventare dirigente quando ancora il termine di general manager non esisteva. Ma Gualco per la sua capacità di capire la pallacanestro avendola praticata a lungo, è rapidamente diventato uno dei manager di punta della pallacanestro italiana contribuendo in maniera fondamentale a costruire, consolidare e rafforzare il mito della Pallacanestro Varese.

 Grazie alla sponsorizzazione della Ignis già presente sotto canestro grazie al Commendator Giovanni Borghi, Gualco è stato decisivo nella fase di rinnovamento e di costruzione di quella che sarebbe presto diventata la grande Ignis, l’armata invincibile in Italia, in Europa e nel mondo. Grazie all’affiatamento con la dirigenza, Gualco ha contribuito in modo decisivo ad aprire un ciclo di trionfi sportivi ineguagliabile vincendo campionati in serie, conquistando cinque Coppa dei Campioni con una squadra capace di partecipare a ben dieci finali consecutive e vincendo anche la Coppa Itercontinentale, oltre ovviamente alla Coppa Italia.

Sua l’intuizione di ingaggiare Aza Nikolic dopo lo scudetto vinto con Nico Messina in panchina. E con l’arrivo a Varese dell’allenatore serbo si aprì un ciclo di trionfi che è proseguito anche quando il Professore tornò a Belgrado venendo sostituito in panchina da Sandro Gamba, fin lì uno dei grandi rivali di Varese essendo il vice di Rubini a Milano. Ma la serie di vittorie non si interruppe con il cambio di allenatore ma anzi proseguì consolidandosi.

Dallo sponsor Ignis si passò alla Mobilgirgi senza che i risultati ne soffrissero. Merito di Gualco è stato quello di ritoccare la squadra di anno in anno ringiovanendola e introducendo quei correttivi che il campo aveva indicato essere necessari. E i risultati non cambiarono anche quando Guido Borghi, il figlio dell’Ingegnere, prese in mano le redini della squadra di basket.

 Nel corso della sua lunghissima carriera nella Pallacanestro Varese, Gualco ha ricoperto anche il ruolo di presidente, accompagnando quindi la transizione dalla proprietà Borghi a quella della famiglia Bulgheroni.

Definirlo un gigante solo del basket varesino è riduttivo considerate le sue qualità umane, professionali e il grande intuito che gli hanno sempre consentito di allestire squadre competitive.

 

Nel corso della sua poliedrica carriera sportiva Gualco è stato anche dirigente del Varese Calcio quindi della squadra di hockey ghiaccio, della Robur et Fides senza trascurare la sua parentesi a Bergamo come dirigente della squadra che seppe portare nella massima categoria del basket.

 

“Ci lascia una parte importantissima della storia della Pallacanestro Varese e della nostra città. – è il ricordo del presidente biancorosso Francesco Vescovi – Il nome di Giancarlo Gualco è legato indissolubilmente ai più grandi successi ottenuti dal nostro club e grazie a lui il nome della nostra città è stato portato gloriosamente in giro per il mondo. Sono sicuro che da lassù continuerà a seguirci con grande affetto come ha sempre fatto, anche nell’ultimo periodo nonostante la malattia lo condizionasse. Giancarlo non ci ha mai fatto mancare il suo incoraggiamento. Tutti noi della sua Pallacanestro Varese ci stringiamo alla famiglia, alla moglie Marisa e ai figli Rossana e Maurizio che abbracciamo commossi nel ricordo di una leggenda varesina dello sport”.

 

I funerali di Giancarlo Gualco si svolgeranno sabato 15 marzo alle ore 10.30 nella basilica di San Vittore a Varese.

Sito Uff. Pall. Varese

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