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Giovedì 29 Dicembre 13:50

Aradori l'ammazza-Milano: 'Reggio ha un cuore grande'

 
Ha preso per mano Reggio Emilia nella serata più importante, al cospetto dei campioni d'Italia nel remake della finale scudetto dello scorso anno. Le responsabilità non spaventano uno come Pietro Aradori, che sta aiutando la Grissin Bon in una stagione delicatissima, carica di infortuni. Contro Milano, senza Della Valle e Stefano Gentile e con i suoi sotto di 17 punti, l'azzurro ha sfoderato un secondo quarto da 15 punti, chiudendo la serata a quota 26 e rivelandosi decisivo nel successo che permette ai ragazzi di coach Menetti di portarsi in classifica a sole due vittorie di distanza dall'EA7, alle spalle dell'Umana Reyer Venezia seconda. Il traguardo delle Final Eight di Coppa Italia è già in tasca, ora Reggio prova a guardare avanti: la guardia nativa di Brescia racconta le sue sensazioni dopo l'impresa del PalaDozza. Quindici punti in sette minuti di secondo quarto, ventisei complessivi in una serata che per voi era delicatissima: può essere la partita della svolta? "Sicuramente eravamo in una situazione difficile, venivano da due settimane in cui facevamo fatica anche a fare cinque contro cinque in allenamento, se non con tanti giovani. Era fondamentale, al di là dell'avversario che avevamo di fronte: sarebbe stata una sfida difficile contro qualsiasi squadra di Serie A, figurarsi contro i campioni d'Italia. Abbiamo fatto una grande partita, c'è stata una grande reazione, tutti i ragazzi in campo hanno dato il 150%. Si dice tante volte che bisogna dare qualcosa in più, mai come ieri ne avevamo bisogno ed è venuta fuori una grande prestazione, una vittoria che ci ha dato veramente una spinta doppia". Quando si affronta un momento di così grande difficoltà, quanto aiuta il fatto di avere un forte nucleo italiano, al quale peraltro si stanno aggiungendo ragazzi interessantissimi come Bonacini, che ieri ha dimostrato di tenere il campo pur essendo un '99? "Abbiamo una forte ossatura italiana ed è una cosa che ti aiuta quando vai in difficoltà, quando le cose non vanno bene. Purtroppo abbiamo due giocatori importanti fuori come Amedeo Della Valle e Stefano Gentile, ieri ci hanno dato un grande apporto anche gli altri: da Lesic a Delroy James passando per Needham. Poi Federico, buttato in quintetto a 17 anni, ha fatto una bellissima partita a livello di presenza, magari non supportata dai numeri. Ci ha dato una grandissima mano". Nelle dichiarazioni post-partita di coach Menetti c'è una frase molto significativa: "Dal cuore nasce ogni cosa". Dove può portarvi questo cuore? Avete sentito un filo di pressione in più a causa dei risultati eccellenti degli ultimi anni? "La pressione non la sentiamo assolutamente, abbiamo avuto nelle ultime settimane dei problemi puramente tecnici e fisici, penso ad esempio ai tanti infortuni, ma sicuramente non di natura psicologica. Nelle stagioni sono cose che succedono: puoi vincere o perdere, l'importante è quello che metti in campo. Si vorrebbe sempre vincere ma c'è da fare i conti con gli avversari, con squadre che lavorano bene ogni settimana per dare il massimo, soprattutto contro di noi, che abbiamo fatto finale scudetto e che siamo costantemente nelle prime posizioni. Noi dobbiamo solamente essere preparati a tutti questo". Quanto vi ha dato fastidio, come gruppo, il fatto di non potervi cimentare in Europa per motivi indipendenti da discorsi di meritocrazia? "C'è poco da dire, è stato veramente uno scandalo. Non è accettabile. Questa è la situazione, dobbiamo andare avanti. Però non è una situazione tollerabile: se guadagni qualcosa sul campo, è giusto partecipare. Fino a 3-4 anni fa, andando in finale scudetto, si strappava il pass per l'Eurolega. Noi ci siamo ritrovati anche fuori dall'Eurocup. E' una cosa ben più grande di Reggio Emilia, la società ha solamente il merito di aver lottato e di essere arrivata in finale scudetto per due anni di fila". Voi italiani di Reggio avrete però il vantaggio di arrivare più freschi all'estate dell'Europeo... "Cambierà poco, il torneo con la Nazionale partirà a fine agosto-inizio settembre, con i campionati che si chiuderanno intorno a giugno ci sarà comunque tempo per ricaricare le pile dopo un bel periodo di pausa prima della preparazione". Avete sfidato Milano in un periodo abbastanza delicato per loro: come l'ha trovata, al di là della sconfitta? Ha avuto modo di parlare con Alessandro Gentile in queste settimane che l'hanno portato alla decisione di andare in Grecia? "Ale è un mio grande amico e abbiamo parlato spesso, anche se chiaramente non posso dire cosa ci siamo detti. Milano ieri ha fatto una buona partita, ha giocato bene rispetto alle ultime settimane, mettendo in mostra un gioco superiore a quello delle ultimissime uscite. Noi siamo stati più bravi, nonostante la situazione di enorme difficoltà in cui eravamo, con tantissimi giovani. Questa vittoria, per noi, vale davvero tantissimo".

Nicola Apicella

Repubblica.it