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Martedì 14 Marzo 16:42

Banco di Sardegna, Trevor Lacey si racconta: 'Lavoro duro per i miei obiettivi'

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Trevor Lacey si racconta a Dinamomania Un sorriso contagioso, che è il suo marchio di fabbrica dentro e fuori dal campo, i dreads in testa cresciuti da agosto ad oggi, che lo caratterizzano, una grinta inconfondibile sul campo e sempre la faccia giusta. Per Trevor Lacey, guardia classe 1991, originario di Huntsville, Alabama, questa è la stagione della consacrazione. Lo scorso anno ha esordito come rookie alla Victoria Libertas Pesaro, chiudendo il primo anno da professionista con 14.5 punti di media, 4.8 rimbalzi e 2.8 assist per gara. Quest’anno in maglia Dinamo Banco di Sardegna è sicuramente tra i giocatori più continui ed efficaci, con 9.5 punti di media, 47.2% da due, 3.2 rimbalzi e 3.0 assist per gara. Nell’anno di debutto in Basketball Champions League, che lo ha inserito nel quintetto ideale del turno preliminare dei playoff, viaggia con una media di 9.8 punti, 4.5 rimbalzi, 3.2 assist e 12.9 efficiency. Dopo sei mesi alla Dinamo qual è il tuo bilancio? “Inizialmente ero nervoso, sono tra i più giovani della squadra e non mi era mai successo prima. Volevo aiutare la squadra in ogni modo, ascoltando tutto quello che il coach e i miei compagni mi consigliavano di fare. Ero un po’ contratto all’inizio, preoccupato, ma i consigli dei miei compagni mi hanno aiutato moltissimo semplicemente ad entrare in campo con la testa più leggera e meno pensieri, pensando a divertirmi e basta”. Come nasce il tuo amore per il basket? “La mia famiglia è appassionatissima di basket e ho sempre saputo che la mia vita sarebbe andata in questa direzione: ho lavorato duro per arrivare fino a qui. E so di essere un privilegiato a poter fare questo lavoro”. È il secondo anno nel campionato italiano, che idea ti sei fatto? “Credo che il livello sia molto alto: in questo momento particolare della stagione ogni squadra si è rafforzata per chiudere al meglio la regular season. È una competizione molto tosta e difficile, ci sono moltissime squadre vicine in classifica con pochissimo scarto di punti. È molto stimolante”. Nell’anno dell’esordio cosa pensi della Basketball Champions League? “Sto vivendo davvero una esperienza straordinaria, questo è il mio primo anno in una competizione europea e sto incontrando molti ragazzi che mi è capitato di affrontare durante il college. In Italia conosci meglio i tuoi avversari, in BCL puoi incontrare squadre diverse, con assetti moto vari e questo ti permette di crescere molto come giocatore e come squadra”. Quali sono gli avversari più tosti incontrati finora? “Finora il Besiktas Sompo Japan in Basketball Champions League e l’Olimpia Milano in Italia”. Che emozione hai provato a disputare la prima Final Eight? “Mi ha ricordato molto il March Madness del college, è stata una grande esperienza, un turbine di emozioni di tre giorni con tutto il calore del pubblico e l’adrenalina di questa corsa. È stato bellissimo”. A proposito di prime volte: due settimane fa hai giocato alla Adriatic Arena da avversario… “È stato strano tornare da avversario, non mi aspettavo che il pubblico mi fischiasse ma fa parte della vita da professionista. Sarò sempre grato a Pesaro e alla possibilità di crescere che mi ha dato”. A settembre è nata tua figlia, Harper. Quanto è difficile essere un papà a distanza? “Anche questa è una nuova avventura, sono elettrizzato…non è facile stare lontano, ma so che lei è ancora molto piccola. Tutto quello che sto facendo, ogni sacrificio, è per lei quindi sono sereno. Quando ritornerò a casa a fine stagione potrò accompagnarla nei suoi primi passi e metterle in mano la sua prima palla da basket. Non ha scelta… (sorride)” Il sorriso è il tuo marchio di fabbrica… “È vero, sorrido molto è il mio modo di essere: mi piace trovare sempre qualcosa per essere felice senza permettere a niente o nessuno di buttarmi giù. È un qualcosa che ho sempre visto nella mia famiglia e che ho fatto mia crescendo. La mia filosofia di vita”. Dopo sei mesi di vita sull’Isola cosa ci dici della Sardegna? “Sono arrivato in Sardegna tra i primi e una delle mie primissime esperienze è stata la visita all’Asinara. Per la prima volta nella mia vita ho preso la nave, è stato incredibile: ero un po’ spaventato all’inizio. Dopo questi mesi qui ho iniziato a girare un po’, quando capita una bella giornata mi piace andare in spiaggia per qualche ora”. E i tifosi sardi? “Sono tutti molto simpatici e appassionati, ovunque io vada c’è sempre qualcuno che mi saluta, che è gentile con me o che mi grida ‘Forza Dinamo’. È una cosa incredibile la passione che si respira qui”. Cosa ti piace fare nel tempo libero? “Non posso vivere senza la mia Playstation che mi permette di passare il mio tempo libero, giocando on line con i miei amici, guardando film o serie Tv. Uso moltissimo il mio telefono, grazie a Facetime riesco a sentire spessissimo la mia famiglia e i miei amici di casa. Sono molto legato e questo mi dà la possibilità di tenermi sempre in contatto”.

Sito Uff. Dinamo Sassari

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