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Venerdì 07 Aprile 13:07

Venezia tra Champions e sfida scudetto a Milano. De Raffaele: 'Non ci poniamo limiti'

 
Venezia non si pone limiti. La stagione sta per entrare nella sua fase decisiva e la Reyer si prepara al rush finale con la concreta possibilità di recitare un ruolo da assoluta protagonista. La qualificazione alla Final Four di Champions League (dal 28 al 30 aprile a Tenerife, semifinale contro i padroni di casa) e il consolidamento del secondo posto in campionato, grazie al successo nello scontro diretto con Avellino, testimoniano l'ottimo periodo di forma dell'Umana. Le difficoltà, dovute soprattutto ai tanti impegni ravvicinati e ai pesanti infortuni, non sono mancate, ma nei momenti chiave gli uomini di Walter De Raffaele hanno sempre risposto presente.
Coach, come è riuscito a gestire così bene la situazione?
"Dispongo di uno staff tecnico e medico, oltre che di un roster di livello, che me lo hanno permesso. Certo, fare i conti con le lunghe assenze di elementi come Hagins e Tonut non è stato semplice, ma con unità di intenti e disponibilità al sacrificio ne siamo usciti bene. Tutti si sono messi al servizio del collettivo, acconsentendo anche a giocare fuori ruolo, e questa mentalità, unita ad alcuni accorgimenti tattici, ha fatto la differenza".
La Final Four di Champions rappresenta già un grande risultato, a prescindere da come andrà a finire...
"E' un traguardo inaspettato e storico, conquistato con pieno merito. La Reyer è rimasta l'unica rappresentante del basket italiano in Europa e questo ci riempie d'orgoglio".
In semifinale affronterete i padroni di casa del Tenerife. Quante chance ha Venezia di alzare il trofeo?
"Sarà durissima perché le altre partecipanti, sulla carta, sono tutte squadre di livello superiore al nostro. Tenerife è seconda nel campionato spagnolo, il più competitivo d'Europa, il Monaco sta dominando in Francia e il Banvit è quarto in Turchia. Partiamo come underdog, ma andremo là determinati a fare del nostro meglio per provare a vincere entrambe le gare".
Domenica invece prove generali di play off con la sfida al vertice contro un'Olimpia non al meglio. Credete di poter battere l'EA7 in un'eventuale finale scudetto?
"Milano sta ricercando una sua identità in una fase delicata per le tante assenze. Ora come ora è difficile da giudicare, ma credo resti la squadra in assoluto più forte. Per quanto ci riguarda non ci poniamo limiti. Pensiamo solo a vincere più partite possibile per arrivare ai play off nel migliore dei modi. Gli stimoli sono tanti e nel basket niente è scontato".
Quanto può incidere il rientro di Tonut?
"Gli servirà ancora circa un mese per raggiungere il top della condizione. Stefano è un giocatore sul quale abbiamo impostato le nostre scelte nel costruire la squadra. Ci garantisce grande presenza in attacco e può alzare la qualità nelle rotazioni dei piccoli. Rappresenta una pedina fondamentale per il rush finale".
Con gli innesti di Stone e Batista la proprietà ha dimostrato ancora una volta le sue ambizioni...
"Senza dubbio, la società ha confermato una presenza forte. Nel momento del bisogno è intervenuta sul mercato senza esitazioni. Stone è importante per la sua doppia dimensione, in quanto riesce a coniugare intensità difensiva e offensiva. Batista purtroppo ha esordito solo domenica scorsa, ma ci tornerà molto utile. Sa mettere in ritmo i compagni e con il suo arrivo possiamo disporre di una batteria di lunghi intercambiabili".
In pochi anni la Reyer ha compiuto una scalata impressionante fino a diventare una realtà consolidata. Percepisce la voglia di effettuare il definitivo salto di qualità?
"Il club ha sempre seguito la politica dei piccoli passi, senza perdere la necessaria umiltà. Di strada ne è stata fatta tanta, ma l'ambizione non è mai mancata e sono convinto che la società voglia migliorare ancora. Molto dipenderà dal nuovo Palazzo dello Sport. Il Taliercio ha una capienza insufficiente e un'ulteriore crescita non può prescindere da strutture all'altezza".
Nel passaggio da vice a capo allenatore dell'Umana è riuscito subito a lasciare il segno. Quale il suo segreto?
"Prima di essere assistente a Venezia ho accumulato esperienze importanti da head coach in giro per l'Italia che mi sono tornate utili. Non ci sono segreti, ho soltanto cercato di essere me stesso e di trasmettere alla squadra le mie idee. Ringrazio la società che quest'anno ha allestito un roster ideale per il mio modo di pensare la pallacanestro. Sono molto diretto e mi piace motivare i giocatori per spingerli a superare i loro limiti".
Aver lavorato a fianco di Recalcati cosa le ha lasciato?
"Charlie ha fatto la storia del basket italiano. Mi ha lasciato un bagaglio importante soprattutto a livello umano e di gestione del gruppo. Con lui ho instaurato un bel rapporto di amicizia e di stima reciproca".

Giacomo Luchini

Sito Uff. Reyer Venezia