Forgot the password? x
News

Mercoledì 11 Ottobre 17:54

Luca Vitali e il primato della Germani Brescia: 'La sfida è migliorarsi ancora'

 
Nel primo posto di Brescia, imbattuta (con altre quattro) dopo due giornate di campionato, c'è la mano di Luca Vitali, seconda stagione alla Germani e guida - non solo tecnica - di un gruppo che spera di fare della continuità con il passato (sei conferme rispetto allo scorso anno) l'arma vincente per puntare ad un campionato di prima fascia. Vitali, se il buongiorno si vede dal mattino Brescia è sulla strada giusta per una stagione da protagonista. "Siamo contenti di aver dato un segnale principalmente a noi stessi, ma le cose su cui lavorare sono ancora tante. E' importante essere partiti così, con un altro piede rispetto alla passata stagione (un anno fa la Germani vinse una sola volta nelle prime sei giornate, ndr) e con due partite diverse. Una molto complicata a Pesaro, senza Moss e con Landry rientrato dall'America poche ore prima del match, quella con Avellino giocando una buona pallacanestro contro una squadra che sarà sicura protagonista della stagione". Lei è uno dei sei che ha scelto di restare a Brescia. Perché? "E' un ambiente giovane, che può crescere tanto. Qui c'è passione ma anche tanta ambizione, uno spot per la pallacanestro. E' molto bello il clima che si respira al palazzo, ci sono tante famiglie, in occasione della sfida con Avellino è stata inaugurata la fan zone, sono cose di cui il basket ha bisogno. E poi c'è l'aspetto tecnico, con coach Diana c'è grande sintonia e condivisione. La squadra è cresciuta un po' alla volta durante la scorsa stagione, se siamo rimasti in tanti è perché c'è possibilità di alzare ulteriormente l'asticella". E' rimasto anche Landry, mvp dell'ultimo campionato. "Con Marcus ci siamo sentiti spesso durante l'estate, qui ha trovato qualcosa che lo stimola, aiutare un club a crescere, a costruire qualcosa di importante. Avrebbe potuto monetizzare altrove la grande stagione fatta ma ha scelto di guardare oltre l'aspetto economico privilegiando l'ambiente che già conosceva, il modo in cui si lavora e il tipo di futuro che si può avere''. Quali sono gli obiettivi? "Il primo è consolidarci, cosa tutt'altro che scontata considerato che il livello del campionato è cresciuto molto. Bologna è una falsa neopromossa, Avellino, Sassari, Trento e Torino lotteranno tutte per le prime posizioni, Milano e Venezia è scontato che siano in prima fila. Insomma, ci sarà da lottare per migliorare il risultato della scorsa stagione ma la sfida è anche questa". Una sfida che affronta con un altro Vitali in squadra. "Ma in campo è Michele e basta, non mio fratello. Sono sicuro che farà una grande stagione, è uno in grado di darci un grande cambio di passo, si è visto con Avellino. La cosa bella di giocarci assieme è avere la possibilità di recuperare il tempo perso fuori dal campo". Parliamo di Nazionale. Essere tra le migliori otto d'Europa è un risultato che può soddisfare? "E' quello che in questo momento il nostro movimento può esprimere. Alla squadra credo non si possa rimproverare nulla, semplicemente altri hanno dimostrato di essere più bravi. Quello che non mi piace è il disfattismo, come se non ci fosse nulla da salvare. E' chiaro che c'è qualcosa che non va, servono progetti, ci sono cose su cui altri paesi hanno lavorato molto negli anni, penso agli impianti, e noi no. Le responsabilità sono di tutte le componenti ma vedere tutto nero non paga sicuramente". La questione irrisolta resta la solita, far giocare di più gli italiani. "Una volta da noi arrivavano i giocatori migliori, gli stranieri spostavano gli equilibri e allenandoti con loro potevi imparare. Oggi non è così, la qualità è nettamente scesa. La verità è che manca il coraggio di investire e puntare sui giocatori italiani. L'arrivo di Tanjevic? Ora è lui a capo di tutto, spero trovi una buona soluzione''.

Nicola Apicella

Sito Uff. Leonessa Brescia