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Venerdì 17 Novembre 15:29

Grissin Bon tra infortuni e ripartenza. Menetti: 'Con questi ragazzi dormo tranquillo'

 
Due vittorie in cinque giorni. Per riprendere finalmente fiato in campionato e continuare ad essere protagonista in Coppa. Reggio Emilia in questa stagione non ne aveva mai vinte due in fila, ci è riuscita tra sabato scorso e giovedì battendo Pistoia - primo successo in serie A che ha interrotto una striscia di sei sconfitte - e il Buducnost in Eurocup (dove dopo sei giornate ha un record di 3 vittorie e 3 ko). Un successo, quello contro i montenegrini, che coach Max Menetti non si è potuto godere appieno avendo perso per infortunio Chris Wright, arrivato da poco più di una settimana (starà fuori due mesi), e Jalen Reynolds (out tre settimane).
"Non ci voleva proprio, di certo non siamo fortunati. Ma andiamo avanti'' racconta il coach alla vigilia della delicata trasferta di domani sera a Cremona. In campionato avete rotto l'incantesimo, in coppa siete in piena corsa per la qualificazione alla seconda fase. Non fosse per gli infortuni si potrebbe dire che Reggio ha finalmente ritrovato il sorriso. "Sapevamo che sarebbe stato un inizio difficile avendo cambiato tantissimo, ma una cosa è saperlo e un'altra è entrare nella gestione di un periodo del genere. Fatichi ad abituarti, soprattutto se fino a qualche tempo fa ne perdevi una ogni cinque o sei. Aver rotto il ghiaccio in campionato ci dà fiducia, anche se in realtà quella non è mai venuta meno. Siamo stati bravi, parlo di squadra e società, a tenere la barra dritta, ad evitare di entrare in una caccia alle streghe che sarebbe stata solo dannosa".
Ha temuto che per lei scorressero i titoli di coda?
"Mi sono sempre messo in discussione, anche negli anni delle finali scudetto, delle stagioni vissute da protagonisti. Da profeta in patria ho la fortuna di avere un rapporto di grande franchezza con la società. Il momento non è facile, forse anche io sono stato abituato troppo bene, ma questo è un altro modo per mettersi in gioco".
Non vi siete nascosti. La salvezza primo obiettivo, forse un po' strano sentirlo dire da chi ha fatto due finali scudetto nelle ultime tre stagioni.
"Qualcuno ci ha accusato di fare pretattica. In realtà abbiamo fatto un precampionato molto al di sopra delle aspettative e questo ci ha fregato. Quando si cambiano i cicli in questa maniera è normale, soprattutto all'inizio, attraversare momenti difficili. Basta poco a far diventare una stagione maledetta".
La vostra si e messa subito su binari storti. Pronti via e avete perso Cervi, qualche settimana fa si è fatto male Nevels. Ora sono out anche Chris Wright e Reynolds.
"Gli infortuni non devono diventare un alibi, capitano a tutti. La difficoltà è stata dover metabolizzare il tutto in una squadra che rispetto al passato una sua identità doveva ancora trovarla. Ma questa, anche se la classifica potrebbe far pensare altro, è una squadra che mi fa dormire tranquillo".
Perché?
"Perché lavora tanto, perché in allenamento si sbatte, perché ha voglia di crescere e migliorarsi in palestra. Se il mio lavoro prima era molto di gestione, adesso sto facendo l'allenatore a tutto tondo. È una bella sfida che abbiamo fatto insieme, una sfida che forse i ragazzi stanno sentendo anche troppo".
L'arrivo di Chris Wright, che adesso starà fuori per un bel po', è sembrato una bocciatura per Mussini e Candi.
"Assolutamente no. Parto da Federico, i due anni negli Stati Uniti lo hanno formato su tante cose ma è come se si fosse messo in pausa rispetto alla crescita nel basket europeo. Quando ci ha lasciato, tre anni fa, era l'enfant prodige che giocando dietro campioni come Kaukenas, Cinciarini, Lavrinovic e Diener poteva esprimere il suo talento in libertà. Ora è tornato in una situazione più difficile, in una squadra dove ci sono tanti giocatori come lui, con responsabilità vere. Leonardo ha fatto un percorso diverso, il grande lavoro fatto in tre anni con Boniciolli lo ha formato in una determinata maniera, ha avuto subito responsabilità importanti. Ora è un giocatore con un impatto difensivo importante, sta pian piano imparando cosa si deve fare per tenere in mano una squadra, ma per lui passare dalla A2 alla serie A e al fare le coppe è stato un triplo salto carpiato con avvitamento".
Veniamo a Della Valle. Doveva andar via, è rimasto. "Ed ha la testa giusta se è questo il dubbio. Nessuno ha mai nascosto che ci siano stati problemi, dubbi. Amedeo è un ragazzo brillante, credo abbia capito che questa sia una sfida fatta per lui, può dimostrare di essere un giocatore completo, un vero leader".
Finora che campionato è stato? "È un mazzo che si sta ancora mischiando, non vedo ancora le carte messe in tavola. È un campionato che si sapeva sarebbe stato equilibrato ma che non ha trovato ancora una sua fisionomia definitiva. Credo che potranno cambiare tante cose".

Nicola Apicella

Sito Uff. Pall. Reggiana