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Venerdì 06 Aprile 16:20

Segafredo-Red October: le parole di Ramagli

Al PalaDozza arriva la Red October Cantù (domani, sabato 7 aprile, ore 20.45) di Marco Sodini, uno che ha respirato l’aria della palestra Porelli, da vice di Lino Lardo e poi di Alex Finelli tra il 2009 e il 2012. Molti i temi da cui partire, per raccontare questa sfida: c’è la gloria del passato che riemerge, c’è il brivido di una volata per lo stesso obiettivo che coinvolge entrambe le squadre, c’è la particolarità del gioco di Cantù, altro gruppo da corsa. Alessandro Ramagli sta preparando la truppa, consapevole che un successo contro una diretta avversaria che all’andata ha avuto la meglio diventa più che importante. “Cantù è una squadra molto forte, ha giocatori di esperienza europea e panchina lunga. Gioca a ritmi alti, non sarà semplice sfidarla, anzi credo che sarà una bella battaglia. Ci occorre una vittoria, per riprendere il cammino in classifica e girare uno scontro diretto che al momento li vede in vantaggio. Tra le partite che ci aspettano di qui alla fine della stagione regolare, è una delle più significative”. “Assomiglia a Cremona, è vero, e sotto certi aspetti è anche più complicata: in quanto a possessi e punti parametrati ai possessi, è al vertice. Dovremo interpretare bene la gara, cercando di non snaturarci. Stare attenti ai dettagli e mettere in campo una dose giusta di energia. Sarà importante avere il tempo della gara nelle nostre mani, cosa che avremmo voluto fare anche a Cremona, dove abbiamo trovato un avversario più bravo di noi. Quindi, servirà ancora più energia e dovremo essere più bravi”. “Parlo ovviamente di energia fisica, a poche settimane dalla fine del campionato possono esserci situazioni non omogenee. Lafayette e Slaughter, per esempio, questa settimana hanno fatto un solo allenamento, ci saranno ma non certo al top. Anche Lawson ha avuto un problema a una mano recentemente. Problemi fisici che cercheremo di minimizzare con la spinta mentale”. “Con Brindisi e a Cremona siamo stati meno solidi in difesa? Ho già detto che le cifre non spiegano tutto. La difesa è spesso figlia del tempo della gara, e con Brindisi il ritmo l’abbiamo avuto nelle nostre mani. Con Cremona no, ma inchiodarsi sulle statistiche è limitante: la pallacanestro è fatta di momenti in cui attacchi, momenti in cui difendi e momenti di transizione, ed è in questi ultimi che dovremo stare particolarmente attenti. Le percentuali da 3 delle avversarie, i tiri a loro concessi dicono che la nostra attenzione è notevole, anche se a Cremona non è venuta fuori al meglio. Ma restano le risposte del campionato, di tante partite, a dirci che è così”.

Sito Uff. Virtus Bologna