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Giovedì 17 Ottobre 13:04

Bienvenido a Italia: il profilo di Overtime su Sergio Rodrìguez

 


Lo chiamano così da sempre, anche oggi, anche quando di Chacho oramai ha poco, Sergio. Il giorno in cui mette piede sul parquet per la prima volta come giocatore dell’Olimpia Milano non è più un ragazzino, un muchacho. È un uomo fatto e finito, classe ’86, con un palmarès che solo guardando alla nazionale recita due medaglie olimpiche, un oro mondiale, quattro medaglie europee di cui una del metallo più pregiato.

Il contachilometri segna migliaia di campi corsi avanti e indietro ma lui resta ancora, per tutti, Chacho

La strada percorsa da Sergio Rodriguez è lunga e poco dritta, inizia nella Madrid meno nobile, sponda Estudiantes e passa per quel sogno chiamato NBA con Blazers, Kings, Knicks e 76ers.  In mezzo, il picco individuale di nuovo a Madrid, ma con la maglia dei Blancos del Real, e il titolo di MVP dell’Eurolega. A valle il trionfo europeo con il CSKA Mosca, supportato da (o a supporto di? In ogni caso, poco importa) uno straordinario Daniel Hackett. 

Oggi, del muChacho di un tempo è rimasta la voglia di arrivare, la voglia di vincere. Quella stessa voglia che l’ha portato a vestire la maglia dell’Olimpia Milano, per aggredire i Playoff di Eurolega prima e cucire lo Scudetto sul petto poi. 

Sono passate pochissime settimane, ma a Milano già se lo coccolano, e noi tutti ne beneficiamo:  bienvenido a Italia, Chacho.

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