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Mercoledì 25 Marzo 11:43

Player Focus: Nemanja Nedovic

 


Per descrivere al meglio Nemanja Nedovic basta tornare al 24 novembre scorso quando Milano ha ospitato tra le mura amiche Sassari. Memore della serie Playoff dello scorso anno, il serbo aveva una voglia di rivincita pazzesca e, a 2’ dalla fine, segna un paio di triple che definitivamente mettono KO gli uomini di Pozzecco. Questo è Nedovic, un serbo con personalità e atteggiamento non proprio slava. Infatti, Nemanja è sì nato nel 1991 nel sud della Serbia, ma nel 2002 ha seguito il papà, ai tempi un giocatore professionista di pallamano, ad Ascoli Piceno. Il piccoletto però aveva qualcosa di unico che lo legava alla palla a spicchi e, così, appena 15enne, rientra in patria per far parte del roster della Crvena Zvezda. 3 anni dopo diventa ufficialmente un professionista e, fino al 2012, è uno dei beniamini della Belgrado biancorossa, mettendo in bella vista il suo talento straordinario. Dopo un anno in Eurolega al Lietuvos Rytas concluso da protagonista a quasi 10 punti e 3 rimbalzi di media, Nedovic viene prima scelto al draft NBA del 2013 dai Suns con la 30esima chiamata e poi girato subito a Golden State. Qui però non trova spazio nelle rotazioni e nel 2015 torna in Europa, a Valencia prima e a Malaga per 3 stagioni poi, dove viaggia a oltre 13 punti segnati di media e dimostra di essere all’altezza dell’Europa che conta. Nel giugno 2018 arriva la chiamata dell’Olimpia e qui, oltre alle sue eccezionali qualità, si viene a conoscenza del suo grosso tallone d’Achille: gli infortuni. Lo scorso anno in Serie A ha giocato (tra campionato e playoff) solo 17 partite. Ma attenzione perché, se al 100%, Nedovic si è dimostrato essere uno dei talenti più brillanti che il nostro campionato ha tra le proprie fila.

 

Testo a cura di Matteo Puzzuoli di Overtime basket

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