News

Domenica 05 Ottobre 11:00

Skipper, Basile resta in dubbio

Comincia il Campionato Italiano di Serie A1 numero 82, con la novità importante dello sponsor ufficiale Tim. E comincia l’avventura numero 38 in Serie A per la Fortitudo Pallacanestro, per il terzo anno consecutivo targata Skipper Fortitudo Hokkaido, presente ininterrottamente dal 1966 in avanti, in una storia ormai lunghissima che l’ha vista crescere in modo lento ma costante, superare vicissitudini e difficoltà, rimanere in vita, crescere ancora e infine, con l’ingresso in Società di Giorgio Seràgnoli, cominciare una scalata senza precedenti verso l’alto, conquistando i vertici assoluti e rimanendovi sempre dalla metà degli Anni Novanta fino ad oggi: lo testimoniano le sette finali scudetto disputate negli ultimi otto anni, vincendo il titolo assoluto nel 1999/2000, così come le conquiste di Coppa Italia e Supercoppa 1998, e la partecipazione ininterrotta dal 1996 in avanti alla massima competizione europea per club (la Coppa dei Campioni, diventata poi Eurolega e passata dalla Fiba all’Uleb) conquistando sempre l’accesso alla seconda fase, con l’apice della Final Four 1999 e della semifinale nel 2001. Questa, in poche righe, è la storia della Fortitudo Pallacanestro, fondata nel 1932 come costola “Casa Madre” Società Ginnastica Fortitudo che risale addirittura al 1901. Una storia infinita, il cui significato e la cui passione va oltre le date ed i numeri.

PRESIDENTI, MANAGER, SPONSOR, ALLENATORI, CAPITANI
Una storia fatta di nomi, volti, personaggi rimasti nel cuore di tutti

Storia della Fortitudo, una storia che, rimanendo concentrati sul “ramo” basket, ha visto come presidenti Piero Lucchini, Giancarlo Tesini, Paolo Moruzzi, Silvano Biagi, Germano Gambini, Renato Palumbi, Romano Volta e Giorgio Seràgnoli, come manager Piero Parisini, Angelo Rovati, Renzo Angori, Giancarlo Sarti, Maurizio Albertini, Antonio Cappellari, Santi Puglisi, Enzo Lefebre e Zoran Savic, come main sponsor Cassera, Eldorado, Alco, Mercury, I&B, LatteSole, Yoga, Arimo, Aprimatic, Mangiaebevi, Filodoro, TeamSystem, Paf e Skipper, come capi allenatori Beppe Lamberti, Dido Guerrieri, Alberto Bucci, Aza Nikolic, John McMillen, Mauro Di Vincenzo, Dodo Rusconi, Rudy D’Amico, Andrea Sassoli, Stefano Pillastrini, Lino Bruni, Marco Calamai, Dario Bellandi, Sergio Scariolo, Valerio Bianchini, Pero Skansi, Charly Recalcati, Matteo Boniciolli e Jasmin Repesa, come capitani Paolo Bergonzoni, Gianpaolo Orlandi, Franco Arrigoni, Gianni Bertolotti, Dante Anconetani, Maurizio Gualco, Giacomo Zatti, Daniele Albertazzi, Andrea Dallamora, Dan Gay III, Carlton Myers, Claudio Pilutti, Gianluca Basile. Mille altri nomi e volti hanno scritto la storia infinita della Fortitudo, mille altri personaggi sono rimasti nel cuore di tutti… Comprendiamo idealmente in un unico abbraccio tutti quanti loro, in particolar modo coloro che non ci sono più. Quello che i giocatori biancoblù conquisteranno sul campo, in questa stagione, sarà sempre in primo luogo dedicato a loro.

I NUMERI CHE RACCONTANO IL PERCORSO DELLA FORTITUDO
La storia biancoblù “raccontata” in cifre e risultati

1.233 partite disputate in 37 Campionati di Serie A, nella storia della Fortitudo Pallacanestro, con 673 vittorie conseguite (per una percentuale pari al 51.6%) e suddivise in 1.028 di regular season (561 vinte), 121 di playoff (69 vinte), 84 di altro tipo (ad esempio i playout, 43 vinte). Numeri importanti, a cui vanno aggiunte 194 partite disputate nelle coppe europee (Coppa Campioni e Coppa Korac), con 120 vittorie (61.8%), 78 partite disputate in Coppa Italia con 37 vittorie (47.4%), 3 partite di Supercoppa con 1 vittoria (33.3%). Puntando il fuoco sui risultati ottenuti dalla Fortitudo in Serie A, spicca il 1° posto ottenuto nel 1999/2000 con la conquista dello scudetto, seguito da sei 2° posto e due 3° posto per un totale di dieci presenze “sul podio” conquistate. In Europa, spiccano in Coppa Korac una finale (1976/77) ed una semifinale (1995/96), in Eurolega una Final Four (1998/99) ed una semifinale (2000/2001), in Coppa Italia una vittoria (1997/98), un’altra finale (1967/68), due semifinali (1998/99 e 2000/2001), in Supercoppa una vittoria (1998/99).

I GRANDI LEADER IN TUTTE LE “TOP TEN” BIANCOBLU’
I record statistici dei giocatori nella storia della Fortitudo

Grandi uomini per grandi numeri, quelli della storia della Fortitudo. Che riempiono la pagina riservata alle “top ten” di ogni voce statistica relativa ai giocatori nell’ottima guida realizzata dalla Lega Basket, e che riprendiamo qui di seguito per continuare a “fare storia” biancoblù. Partiamo dalle presenze biancoblù, che vedono ancora primo Paolo Orlandi con 284, seguito da Zatti, Dallamora, Pilutti, Arrigoni, Gay, Albertazzi, Galanda, Myers e Fucka. Nei punti realizzati, comanda Carlton Myers con 4.255 davanti a Bucci, J. Douglas, Fucka, Starks, Jordan, Albertazzi, Basile, Arrigoni e Dallamora, mentre nei rimbalzi totali resta al comando Marcellus Starks con1.783 davanti a Gay, Fucka, L. Douglas, Leonard, Comegys, Galanda, Jordan, Cummings e Pellacani. Ancora Carlton Myers è primo nei minuti giocati con 7.049 (nella top ten tra i biancoblù del presente c’è Basile, quinto con 5.387), nelle palle perse con 566 (Basile sesto con 343), nelle palle recuperate con 444 (Basile quarto con 330), negli assist con 386 (Basile secondo con 386), nelle triple realizzate con 452 (Basile secondo con 342), nei falli subiti con 1.255 (Basile ottavo con 454), nei tiri liberi realizzati con 1.263 e nei tiri totali dal campo realizzati con 1.270 (Basile nono con 706). In quanto alle altre voci statistiche che completano le “top ten”, Marcellus Starks è primo sia nei rimbalzi offensivi con 671 che difensivi con 1.112, nonché nei tiri da due punti realizzati con 1.094, Dallas Comegys è primo nelle stoppate con 190 e nella percentuale dei tiri totali dal campo con il 63.4%, Moris Masetti è primo nella percentuale dei tiri da due punti con il 64.6%, Corrado Fumagalli in quella dei tiri da tre punti con il 45.1% e Vincenzo Esposito in quella dei tiri liberi con l’88.5% (Pozzecco quarto con l’86.2%), infine Jack Zatti è primo per i falli commessi con 682 (Basile decimo con 441).

I PRECEDENTI TRA LA FORTITUDO E LE AVVERSARIE DELL’A1
Così la Skipper in casa e in trasferta contro le… prossime avversarie

Chiudiamo la carrellata statistica tornando alla stretta attualità e analizzando i precedenti storici della Fortitudo nei confronti delle squadre che incontrerà nella stagione 2003/2004 nel Campionato di Serie A1. La Skipper è… con Treviso 22-9 in casa e 5-24 fuori, con Roma 20-5 in casa e 8-15 fuori, con Siena 23-3 in casa e 12-11 fuori, con Cantù 18-20 in casa 12-26 fuori, con Napoli 1-0 in casa e 0-1 fuori, con Reggio Calabria 11-3 in casa e 9-5 fuori, con Varese 21-18 in casa e 8-27 fuori, con Milano 16-16 in casa e 6-24 fuori, con Roseto 2-1 in casa e 1-2 fuori, con Biella 2-0 in casa e 0-2 fuori, con Trieste 18-0 in casa e 8-10 fuori, con Pesaro 21-9 in casa e 11-19 fuori, con Avellino 3-0 in casa e 3-0 fuori, con Livorno 2-0 in casa e 1-1 fuori, con Udine 2-1 in casa e 1-2 fuori, mentre con Teramo e Messina non ci sono precedenti.

SI RICOMINCIA DA TERAMO, OGGI LA SKIPPER IN MARCIA
Allenamento in mattinata e partenza nel pomeriggio per i biancoblù

Veniamo al presente, adesso. Un presente che vale già il futuro… prossimo di domani, quando la Skipper farà il suo esordio nel Campionato 2003/2004 affrontando la trasferta di Teramo. Ed un futuro che vale già nel presente, perché i biancoblù dopo l’allenamento mattutino partiranno nel pomeriggio in pullman per raggiungere la terra abruzzese. Si gioca al PalaScapriano di Teramo, domani pomeriggio, con inizio alle ore 18.15: e ci si può aspettare un pubblico estremamente numeroso e caldo, ancora esaltato dalla storica promozione in A1 conquistata la scorsa primavera da Mario Boni e compagni, così come logicamente dal debutto nel massimo campionato e dal fatto di farlo contro una delle squadre di primissima fascia quale è la Fortitudo. Un esordio certamente non facile, dunque, per la squadra allenata da coach Repesa: in primo luogo perché avviene fuori casa, e in secondo luogo perché la linea verde su cui si è spinta con forza la Società biancoblù porta in dote obbligatoriamente un’esperienza limitata, per vincere sarà allora necessario far prevalere la voglia e determinazione e non subire l’impatto emotivo del giocare fuori casa. Anche perché… immancabilmente, dietro alla Skipper ci sarà un seguito di fedelissimi: i ragazzi della Fossa dei Leoni ed anche Quelli che… la Fortitudo, che in totale dovrebbero riempire almeno due pullman. E, ne siamo certi, si faranno sentire nel supportare i propri colori. Per chi invece non sarà presente a Teramo, l’appuntamento è con i “media ufficiali” biancoblù: diretta radiofonica su Radio Bruno (102.8 la frequenza) con inizio del collegamento 15’ prima della palla a due e la voce di Michele Forino, che come sempre curerà anche tutti gli approfondimenti su gara e dopo-gara sul sito internet ufficiale www.fortitudo.it <http://www.fortitudo.it>. Infine, differita televisiva invece lunedì sera alle ore 23 su Nuovarete con il commento di Fabrizio Pungetti.

BASILE RESTA IN DUBBIO, SMODIS INVECE SARA’ NEI 12
Lo sloveno, seppur ancora indietro, sta recuperando il passo

Tra le regole modificate in estate, oltre a quella che annulla (finalmente) l’interruzione del gioco dopo lo scadere dei 24” su tiro sbagliato anche laddove fosse stato eseguito in tempo regolare, vi è ora la possibilità per ogni squadra di schierare a referto non più un massimo di dieci bensì di dodici giocatori, esattamente come già avveniva per l’Eurolega dall’anno scorso. E la novità di casa biancoblù che in un certo senso supera le aspettative delle ultime settimane, è che con ogni probabilità Matjaz Smodis andrà appunto nei dodici a Teramo: lo sloveno, infatti, dopo essere rimasto fermo pressoché tutta l’estate per problemi alla schiena (e aver saltato così gli Europei di Svezia) ha ricominciato ad allenarsi circa dieci giorni fa, proprio mentre la Skipper era impegnata a Novi Sad, e in questa settimana ha finalmente potuto cominciare a lavorare insieme al gruppo. Ovviamente è ancora indietro nella condizione fisica e atletica, ma sta sforzandosi di recuperare al più presto il passo e, dopo i buoni allenamenti sostenuti, coach Repesa si è detto fiducioso nei giorni scorsi di portarlo in panchina, nei dodici appunto, a Teramo. Il coach della Effe, piuttosto, non sa ancora se potrà avere Gianluca Basile: il Capitano biancoblù, che martedì sera aveva accusato un risentimento muscolare alla gamba destra nella parte finale dell’allenamento, ha visto confermata dall’esame ecografico di ieri la diagnosi di un leggero stiramento all’adduttore della gamba destra. E’ così rimasto a riposo assoluto negli ultimi giorni, e resta fortemente in dubbio per la gara di domani.

LA FORZA DI TERAMO NELLA LEADERSHIP DI SUPERMARIO BONI
Ma la Società abruzzese ha apportato anche innesti di valore

Il “pericolo numero uno” ha un solo nome e cognome, e varrà per tutte le sfidanti del Basket Teramo: Mario Boni. Lui è stato la mano che ha guidato la promozione in A1 (a 27.4 punti di media!), e quella stessa mano a quarant’anni passati non ha ancora smesso di avere un tocco eccezionale sul pallone, una predilezione per indirizzarlo in fondo alla retina del canestro. “SuperMario”, dunque, sarà il leader incontrastato di un Teramo Basket che però, rispetto all’anno scorso, ha compiuto mosse e sforzi giuste per farsi trovare pronto al palcoscenico della Serie A1: partendo proprio dalle conferme di Boni, di Ferdinando Labella in regia e di Tyrone Grant come ala forte (l’americano dovrebbe però con tutta probabilità saltare la gara con la Skipper, essendo ancora infortunato), più il sesto uomo Gianluca Lulli. A questo nucleo, si sono aggiunti il realizzatore Keith Carter (già a Capo d’Orlando due anni fa con 20.3 punti a gara in Legadue), un pivot potente come l’ex-Varese Shawnelle Scott, affiancato dal talentuoso Kresimir Loncar proveniente dalla Benetton, mentre da Napoli è tornato Stefano Rasola a dare spessore alla regia, così come Filippo Gagliardo per allungare la panchina della squadra allenata dal giovane Franco Gramenzi. Obiettivo dichiarato la salvezza, ma la Skipper sa bene che sarà meglio non fidarsi di campi come questo, e di avversarie che cercheranno di sfruttare tutto il calore e l’entusiasmo del proprio pubblico, quelli di chi si affaccia per la prima volta in Serie A1 e vuole continuare a cavalcare l’onda.

REPESA: RIPARTIAMO CON UN GRUPPO GIOVANE MA FORTE
Le parole del coach della Skipper alla vigilia dell’esordio in Campionato

L’anno scorso arrivò in Fortitudo a metà novembre, subito dopo un derby vinto ma soprattutto durante il lungo stop per gli impegni della nazionale, che gli restituì la sua nuova squadra soltanto due giorni prima del debutto a Napoli, subendo un pesante ko. Da quel giorno, di strada, Jasmin Repesa ne ha compiuta parecchia, ma ancora di più è quella che ha fatto compiere ai giocatori biancoblù, portandoli a risalire di prepotenza la classifica sia in Europa che in Italia, sfiorando da un lato la Final Four e dall’altro lo scudetto, ma soprattutto “conquistando” il gruppo, la Società, i tifosi e ricompattando la Fortitudo come da tempo non accadeva. Ora, è pronto a ripartire con un gruppo giovanissimo che lui ha plasmato e forgiato negli ultimi due mesi, incessantemente. Coach, hai già studiato il Teramo Basket? “Ho visto molte volte giocare Teramo l’anno scorso in televisone, quando erano in Legadue. Ed abbiamo guardato alcune cassette delle partite di pre-campionato, sono d’accordo con chi dice che hanno un grande roster. Hanno cambiato molte pedine, confermando però un giocatore pericoloso come Mario Boni e la regia di Ferdinando Labella. Crediamo di aver studiato bene i nostri avversari, di esserci preparati al meglio per questa partita d’esordio anche se sappiamo che sarà una partita molto dura. Del resto il campionato italiano non ti lascia il tempo di rifiatare, ed ogni incontro sarà, a suo modo, non facile. Per vincere lontano da casa dovremo essere sempre al 100%, e non di meno”. Come procede l’inserimento di Milos Vujanic? “Sta lavorando molto bene, si impegna tantissimo e questo lo apprezzo moltissimo. Cerca sempre di migliorarsi e di migliorare il suo gioco, giorno dopo giorno con tutta la squadra, assimilando sempre più ogni aspetto del nostro gioco. Mi è stato chiesto più volte che ruolo andrà a ricoprire, se sarà più playmaker o più guardia, ma allargando il discorso anche agli altri giocatori del reparto, posso dire che non sarà una questione di ruoli: cercheremo di far sì che ciascun giocatore sul perimetro possa portare la palla e spingere il contropiede per avere una pericolosità maggiore”. Dovremo aspettarci delle novità di gioco rispetto all’anno scorso? “E’ probabile che in alcune partite attueremo molto la difesa a zona, perché non abbiamo un giocatore di peso sotto canestro. Ed aumenteremo i giochi in velocità, in particolare il contropiede in virtù del fatto che siamo una squadra giovane e veloce. Per ottenere tutto questo, bisognerà comunque difendere molto bene, un contropiede forte nasce da una difesa perfetta”. Non temi che una squadra così giovane possa soffrire in trasferta? “Non ho assolutamente nessuna paura. La squadra è questa, giovane e magari inesperta. Non sarà facile vincere fuori casa, ma è un problema di tutte le squadre. Starà a noi acquisire, strada facendo, la mentalità giusta per vincere lontano da Bologna”. Avete lavorato in prospettiva della nuova regola del rimbalzo offensivo dopo la sirena dei 24”? “Abbiamo giocato alcune partite di pre-campionato con questa nuova regola che di certo fa bene al basket, eliminando tante interruzioni di gioco. Non ci siamo allenati specificamente su ciò, ma lo faremo più avanti, attrezzandoci a dovere per simulare i 24 secondi in allenamento”. Hai trovato un Delfino più motivato dopo l’esperienza in America? “Non ho visto in lui nessun cambiamento particolare, perché in America Carlos ha solo partecipato ai draft ma non ha giocato alcuna partita. L’anno scorso ha compiuto un grande salto di qualità e mi aspetto che ne faccia uno ancora più grande in questa stagione: avrà la possibilità di migliorare sé stesso e la sua carriera futura, ad esempio insistendo sul poter portare palla pur partendo come ala piccola come già accaduto l’anno scorso, e in tanti altri aspetti del gioco”.

MOTTOLA: “IN EUROPA PER DIMOSTRARE IL MIO VALORE”
Il nuovo acquisto della Fortitudo si racconta, tra passato e presente

Negli occhi, al primo sguardo, ha l’espressione fredda della sua terra, la Finlandia, e sa incutere una sorta di timore reverenziale, quasi si avesse l’impressione di disturbare il suo essere silenzioso. Ma quando impari a conoscere Hanno Mottola, capisci immediatamente che si tratta di una persona di spessore: intelligente fuori come in campo, educato, determinato. Ecco la sua prima chiacchierata in conferenza stampa, al Paladozza. Che impressione hai avuto finora del mondo della Fortitudo? “La mia prima impressione è sicuramente molto positiva: la squadra, la Società e tutto l’ambiente che mi circonda mi hanno dato l’idea di un’ottima organizzazione, togliendomi immediatamente il brutto ricordo dell’esperienza negativa dell’inizio di stagione scorsa al Tau Vitoria. E’ importante per me, perché voglio fare bene e dimostrare il mio valore dopo essere stato lontano per 7 anni, tra il college e la NBA in America, trovarmi in un ambiente come questo mi darà una grande possibilità di lavorare al meglio per riuscirci”. Cosa è successo, appunto, al Tau? “Vorrei mettere una bella pietra sopra a quei due mesi, non pensarci più. E’ stata un’esperienza oltremodo negativa, che forse va oltre il mio caso: l’anno scorso hanno utilizzato circa 34 giocatori e il numero sale a quasi 100 giocatori se guardiamo alle ultime stagioni, sintomo di un problema di fondo. Per quanto mi riguarda, in particolare dopo che mi sono infortunato non sono stato soddisfatto del modo in cui la Società basca lo staff del Tau mi ha valutato, non mi sono sentito sicuro né protetto e questo mi ha spinto ad andarmene. Ora quell’infortunio è superato, quella vicenda è acqua passata, non voglio più voltarmi indietro. Guardo al presente, alla maglia della Skipper e adesso sono davvero molto felice”. Come ti sei mantenuto in allenamento durante tutti questi mesi? “Sono rimasto in Finlandia fino a maggio, dopodiché sono stato negli Stati Uniti, in particolare a Miami, per il resto dell’estate giocando nelle Summer League. Ho lavorato bene e finalmente sono riuscito ad uscire dall’infortunio dell’anno scorso”. Che giudizio puoi darci del tuo nuovo coach Repesa? “Uno dei motivi principali della grande organizzazione che ho trovato qui è certamente il coach: non soltanto un grande allenatore, ma un insegnante che va oltre il rapporto sul campo, parla con noi e ci trasmette in continuazione i suoi insegnamenti guida, un’energia ed una chimica di squadra fondamentali specialmente per un gruppo così giovane: ci fa lavorare molto duramente sul campo, mentre fuori parla e ci coinvolge in tutto. Così facendo, le strade parallele tra coach e squadra entrano in contatto e si intrecciano, creando un legame molto forte, simile forse soltanto ai college americani dove non si fa solo parte di una squadra ma di tutto un sistema. E questo mio pensiero è comune a tutti i miei compagni, tutti quanti siamo molto soddisfatti di come Repesa ci fa lavorare”. E della squadra che idea ti sei fatto? “Siamo un gruppo molto giovane: io, che ho 27 anni, sono addirittura il terzo più vecchio… Soprattutto per questo c’è l’esigenza di una guida come quella che il coach ci assicura, costante: tutti abbiamo molto da imparare, io per primo vista la mia assenza dall’Europa per così tanto tempo, dovrò riprendere confidenza col basket europeo e questa crescita la farò col gruppo. Lavorando insieme per imparare ogni giorno, però, sono sicuro che finiremo col dare fastidio a parecchi avversari, perché abbiamo la possibilità di correre molto, di difendere forte e proprio su queste basi stiamo costruendo il nostro stile di gioco”. Senti che sarete competitivi anche in Europa? “E’ vero che le partite giocate a Novi Sad si sono svolte in situazioni un po’ particolari, forse i nostri avversari non erano al 100% ma neppure noi, ed anzi io e Tomas eravamo gli unici lunghi. Gli avversari però hanno sempre sofferto la nostra aggressività e rapidità di gioco ed è quello che noi dovremo cercare di ripetere sempre. Bisognerà soprattutto vincere sempre tra le mura amiche, questo dovrà essere un punto fermo per noi perché non sarà facile vincere su campi come Mosca o Tel Aviv, contro squadre più esperte della nostra, lì dovremo tentare il colpo”. Certe voci ti davano in arrivo alla Skipper a metà dell’anno scorso… “In realtà, quando ho lasciato il Tau non ero più in condizione di giocare a causa del mio infortunio. Sono rimasto fermo fino ad aprile, e non ho voluto accelerare i tempi per accettare le diverse offerte che mi erano giunte, né tentare di strappare un decadale nell’NBA. E’ stata dura rimanere fuori, lavorare solo per recuperare al 100%, ma era necessario fare così per ritornare a giocare, e se devo trovare un lato positivo in questa vicenda, dopo tanti anni ho passato il Natale in famiglia”. Per finire, cos’hai in comune con Litmanen o Raikkonen? “Loro guadagnano sicuramente più di me... Il primo è quello che ha fatto le cose migliori, Raikkonen ha le carte in regola per diventare un grande nel suo sport. Per quanto mi riguarda, mi ci vorrà ancora tempo per crescere ma vorrei riuscire a fare qualcosa di grande…”.


www.fortitudo.it

ULTIME NEWS