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Mercoledì 29 Ottobre 08:54

Quando a Trieste si lavorava sul serio....

Dopo i cori di scherno dei tifosi. Nel Lloyd di 29 anni fa quasi tutti avevano un impiego

Cose mai viste? Se vi riferite alle recenti batoste state sbagliando. In un altro mondo, certo, ma sono state gi vissute. La grotta trevigiana a -58, a esempio, veniva consegnata alla storia quale record negativo. Lo stesso discorso vale per i punti realizzati, 46. Nel basket, dunque, non si inventa nulla, nemmeno le sonore sconfitte.
Camminando a ritroso si approda sull'ultima sponda biancoceleste in serie A. Mica tanto meravigliosi, gli anni '60, all'inizio. Alla Ginnastica Triestina veniva restituita la sezione basket da parte dello sponsor (Stock), una novit all'epoca che accese molti contrasti e le casse vuote suggerirono la cessione di Giovanni Gavagnin per cinque milioni, la met della cifra necessaria per disputare la stagione. Che risult fallimentare: una sola vittoria, sulla Lazio, in 22 gare. Lo scarto pi pesante? Meno 58 (102-44) in casa della Libertas Biella, con le cronache che salvavano dal naufragio il solo Dano Damiani, autore di 17 punti, mentre l'Ignis Varese dello stesso Gavagnin e di Zorzi (proprio il Tonino di Gorizia, che fu miglior marcatore nel '55), si stava avviando a spezzare l'egemonia delle Scarpette rosse di Milano.
Corsi e ricorsi cestistici. Anche con il basket delle riforme Trieste doveva rimaner orfana della sponsorizzazione. Comunque il Lloyd Adriatico faceva in pieno il suo dovere lasciando quattro ruote nella A2 raggiunta e conservata con una squadra operaia nel vero senso della parola.
A lavorare, andate a lavorare. Beh, i giocatori di allora - eravamo nel '74-'75 -, avevano anticipato l'invito ironico lanciato in questi giorni all'indirizzo della Coop Nordest. Al mattino tutti a sbrigare le pratiche in ufficio, al pomeriggio allenamento al palasport di Chiarbola inaugurato, con delle tribune provvisorie, contro la Rondine Brescia. Agli ordini di Gabriele Nane Vianello, allenatore e insegnante di educazione fisica una volta smesso di forare le retine di tutta Italia ( segn 67 punti in una sola partita e vinse la Coppa dei Campioni a fianco di quel Bill Bradley candidato alla Casa Bianca), un solo professionista, Steve Brooks, ingaggiato grazie ai buoni rapporti fra Ettore Zalateo, geniale dirigente, e Cesare Rubini.
Un pesante ko rimediato a Bologna (86-45) che riabilita parzialmente Treviso, nella seconda fase della A2 contro l'Alco allenata da Aza Nikolic e nella quale giocava un giovanissimo spilungone biondo, Ron De Vries (port in dote gli oltre mille rimbalzi catturati nella sua universit, Illinois State), che divenne in seguito un beniamino di Trieste, non fiacc lo spirito battagliero degli assicuratori. La salvezza, sofferta, arriv all'ultima giornata contro la Prandoni Bergamo. Un cin-cin grazie allo spumante offerto da Baiguera (Piero, il massaggiatore, non Angelo) e il giorno dopo Bassi, Bubnich, Cepar, Forza, Iacuzzo, Meneghel, Millo, Oeser e Pozzecco, timbravano nuovamente il cartellino in via Lazzaretto Vecchio.
Il nostro - ricorda Franco Pozzecco, da poco entrato nella folta schiera dei pensionati, cos pu seguire a tempo pieno gli interessi di Gianmarco - era un gruppo di dopolavoristi, non per questo affrontavamo gli impegni con sufficienza. Le sconfitte bruciavano, eccome, per trovavamo sempre la forza per reagire, sapevamo di non essere dei fenomeni, tuttavia rappresentavamo con orgoglio la nostra citt e di conseguenza avevamo il dovere di lottare. E poi si giocava per rispetto nei confronti dei compagni e per raggiungere un obiettivo importante tutti assieme. Non un caso che la Pallacanestro Trieste sia sorta l'anno seguente con gli stessi giocatori.
Pozzecco non si capacita delle deludenti prove della Coop Nordest: Personalmente -osserva - sono rimasto alla gara con Roma e voglio ancora credere che la vera squadra sia quella. Cesare Pancotto una persona straordinaria, quindi i problemi tecnici saranno risolti. Non vorrei che si ripetesse una situazione simile all'ultima annata di Banchi.
Severino Baf

Il Piccolo

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