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Sabato 20 Novembre 09:28

Nel 2005, Varese festeggia 60 anni di storia

Dieci scudetti e il mitico Grande slam del 1973

Dieci finali di coppa dei Campioni consecutive, 13 anni di imbattibilità casalinga in Europa con 46 vittorie di fila, una stagione d’oro (’72-’73) con scudetto, coppa Italia, coppa dei Campioni coppa Intercontinentale.
La Pallacanestro Varese, che nel 2005 festeggia i 60 anni di storia, oltre al palmares «classico» ha una serie di record che pochi club possono vantare. Il sito della società, in una sezione dedicata, ripercorre i sei decenni di successi. La prima promozione in serie A avviene nell’immediato dopoguerra, ma la vera svolta è nel 1954 con il primo, glorioso marchio: Storm, una ditta di abbigliamento, che due anni dopo lascia il posto alla Ignis, nome leggendario che diventerà un mito, in Italia e nel mondo.
Diciotto anni insieme, per vincere tutto: sette scudetti (1961,1964, 1969, 1970, 1971, 1973 e 1974), quattro Coppe Italia (1969, 1970, 1971 e 1973), tre Coppe dei Campioni (1970, 1972 e 1973), tre Coppe Intercontinentali (1966, 1970 e 1973) e una Coppa delle Coppe (1967). Gli allenatori protagonisti di questi indimenticabili trionfi sono: Enrico Garbosi, Vittorio Tracuzzi, Nico Messina, Aza Nikolic e Sandro Gamba. La società è nelle mani di un uomo straordinario, Giovanni Borghi, patron dell’industria varesina e artefice del miracolo sportivo della Pallacanestro. Il general manager è Giancarlo Gualco, figura importantissima nei rapporti fra la proprietà e i giocatori. In questi anni le sfide con Milano rappresentano una delle maggiori attrazioni nel panorama sportivo italiano. Varese conquista il primo trofeo internazionale a Madrid, nel 1966, ed è la prima squadra nella storia del basket ad essere seguita da un gruppo di tifosi organizzati. Gli anni dei trionfi sono segnati da grandi giocatori che creano il mito della valanga gialloblù: Flaborea, Bufalini, Bovone, Meneghin, Raga, Morse, Ossola, Rusconi, Yelverton, Bisson, Rizzi, Zanatta e tanti altri. Terminato il ciclo Ignis, altri marchi si susseguono sulle maglie della Pallacanestro Varese: Mobilgirgi, Emerson, Turisanda, Cagiva, Star e Ciaocrem, Divarese. In questi quindici anni Varese ottiene altri due successi in coppa dei Campioni e in campionato, e vince anche una coppa delle Coppe. Nel frattempo alla famiglia Borghi subentra, all’inizio degli anni ’80, la famiglia Bulgheroni. L’unico neo di questa parte di storia è la retrocessione in serie A2, ma il purgatorio dura solo due anni. Nel campionato 1993/1994, grazie soprattutto all’inserimento di un giovane astro nascente del basket europeo, Arijan Komazec, Varese ritorna in A1, guidata per il secondo anno consecutivo da Dodo Rusconi. Sono gli anni del duo Pozzecco-Meneghin e del lancio di tanti giovani varesini. Dalla stagione 1997/98 Varese sostituisce lo sponsor principale con un pool di aziende. L’11 maggio 1999 i Varese Roosters vincono un memorabile decimo scudetto della Stella. Il presidente è Edoardo Bulgheroni, figlio di Toto, il proprietario. Qualche mese dopo Varese vince la Supercoppa Italiana e partecipa al prestigioso Mc Donald’s Open, sfidando al Forum di Assago i San Antonio Spurs, campioni Nba. Quattro anni fa Varese cambia proprietà passando nelle mani dell’imprenditore Gianfranco Castiglioni, già sponsor della squadra, tifoso appassionato e mecenate dello sport. Grazie ai forti investimenti della nuova società Varese torna ad avere progetti ambiziosi. Nelle ultime due stagioni la squadra si è qualificata ai playoff, alle finali di coppa Italia e ha raggiunto i quarti di finale della Uleb Cup. Se ci si volta indietro è un po’ poco, i Castiglioni (e non solo loro) vogliono un trofeo in bacheca.
R.P.

Il Giorno

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