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Venerdì 03 Maggio 09:37

L´ultimo giorno di fair play

Presentate ieri a Palazzo dAccursio le squadre e la mostra fotografica in Sala Borsa

Sotto la mostra, sopra i mostri sacri. In Sala Borsa le fotografie dei tanti cavalieri della pallacanestro bolognese che fecero una qualche impresa, in Sala Ercole la conferenza stampa dei quattro allenatori e dei quattro alfieri che limpresa la tenteranno da stasera. La Final Four iniziata ieri mattina nellantico palazzo dAccursio, con quel fare un po ingessato e buonista che si accompagna alle occasioni importanti. Molti sorrisi e strette di mano, che da stasera si trasformeranno in gomitate e urlacci, se non peggio.
Intanto cera da fare bella figura con gli ospiti, e Bologna ci riuscita aprendo il suo salotto migliore, anzich infilare tutti nel pancione di un palasport, come ad esempio avevano fatto gli spagnoli a Barcellona e i tedeschi a Monaco. Meglio starsene allombra degli affreschi, finch si tratta di ascoltare i salamelecchi, e poi scendere in Sala Borsa a godersi i gloriosi cestisti del tempo che fu. Prima del piacere, per, il dovere. E cio tutti seduti davanti agli otto protagonisti, benedetti da Guazzaloca, che a turno hanno raccontato di essere molto felici di esserci. Salviamo il meglio dal cerimoniale, e cio Messina che cita i cugini (Bologna, con noi e la Fortitudo, rappresenta per il basket un movimento unico in Italia e fra i pi importanti del mondo), Pittis che parla da cittadino europeo (Finch non si inizia a giocare, la cosa pi importante per tutto il movimento che questanno la finale sia tornata ad essere unica), Obradovic che si sbilancia e indica i favoriti (Kinder, ma solo perch gioca in casa), DAntoni che liscia platea e avversari (Il basket europeo sempre pi vicino a quello dellNba) e ancora Messina che fotografa la situazione (Di queste quattro squadre nessuna gi appagata per il solo fatto di essere arrivata alla Final Four, tutte vogliono vincerla).
Molto abbottonati loro, molto poco aggressivi anche noi. A parte un giornalista israeliano, che ha provato a gettare un po di zizzania sul piatto, chiedendo il perch della regola che consente alle squadre di rinforzarsi anche 24 ore prima della vigilia, in ovvio riferimento al virtussino Granger ma pure al trevigiano Bell. Jordi Bertomeu, direttore generale dellEurolega, ha spiegato che le regole si possono anche cambiare, ma che sono state fatte ascoltando il parere di tutte le societ. David Blatt - coach del Maccabi e molto in teoria parte lesa della vicenda - ha invece detto che non se la sente di biasimare chi ha approfittato di una regola che esiste, ma che insomma si ha a che fare con una lacuna legislativa che non rispetta lo spirito della manifestazione. Versato quel poco di veleno nella coda della conferenza stampa, ci si potuti abbandonare alla mostra "Gli anni del basket", ideata da Alberto Bucci e curata dalla Cineteca, a cui ieri mattina lassessore Foschini ha tagliato il nastro.
Si va da pionieri del Gira (Larry Strong, il primo americano dei tempi: con un nome, un fisico e una faccia che andrebbero benissimo anche oggi), al sindaco Dozza che pone la prima pietra del palasport che poi gli verr intitolato, passando per i gesti plastici ed eroici di Nino Calebotta e Achille Canna. Sono sforzi e muscoli meno levigati di oggi, ma non meno potenti. Identico, in ogni caso, il furore agonistico che infiamma quegli sguardi. La mostra, purtroppo, non ci dice tutti i nomi di quei protagonisti, e magari sarebbe bello che qualcuno, riconoscendosi, segnalasse il proprio nome per aggiungere una didascalia in pi.
La storia delle immagini corre fin quasi ai giorni nostri, senza dimenticarsi di Castelmaggiore e perfino dei lavori in corso al PalaMalaguti, e offre ai visitatori anche qualche scatto destinato a restare per sempre. Uno per tutti, il tiro da tre di Danilovic nella quinta finale del 98: si vede il braccio di Zancanella che sanziona il fallo sciagurato di Wilkins, lo sguardo sgomento dello stesso Wilkins che vorrebbe sparire, il ghigno da squalo di Sasha, lespressione dolorosa di Myers, in panchina, che ha gi capito tutto. Splendida, anche se i fortitudini dovranno avvicinarla dopo aver raccolto le forze. E splendide anche le gigantografie che pendono dal primo piano della Sala Borsa, con le immagini di quello che succedeva l dentro molti anni fa, tra epica e poetica. Eppure se la davano di santa ragione anche allora, come succeder stanotte.
Giovanni Egidio

La Repubblica

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