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Lunedi 29 Agosto 08:23

‘Le mie mille Virtus’ La fedeltà di Terrieri non è solo una voce

Lo speaker che da 35 anni al fianco della V nera taglia un traguardo speciale

Luigi Gigi Terrieri, bolognese, classe 1952. Sposato con Annalisa e pap di Elena e Davide. Due testimoni di nozze speciali: Gigi Serafini e Gianni Bertolotti. Come speaker ha raccontato 996 gare. La numero 1.000 dovrebbe essere quella del 23 ottobre, al PalaMalaguti con la Viola.
Terrieri, la sua anzianit di servizio in bianconero?
Questo sar il trentacinquesimo anno.
E in questo periodo ha fatto un po di tutto.
Speaker soprattutto, team manager, responsabile del settore giovanile. E qualche volta il massaggiatore, se serviva.
Anche lallenatore?
Capit una volta.
Quando?
Lanno non lo ricordo. Era la formazione juniores, giocavamo allo Sferisterio. In quel periodo non cerano assistenti, cera il coach e basta. Ettore Zuccheri allultimo momento fu costretto a dare forfait. Vincemmo, ma era una squadra che avrebbe vinto da sola.
Terrieri perch speaker?
Mi affascinava il ruolo.
Possibile?
S. Ricordo la prima partita.
E ricorda i giocatori?
No, fui colpito dalla professionalit dello speaker.
Ma come si diventa speaker?
Pu essere il caso.
Il debutto?
In piazza Azzarita una finale studentesca tra Pier Crescenzi, allepoca allenato da Roberto Martini, e il Fermi.
E in Virtus?
Dopo gli spareggi di Biella. Un derby. Perso di due tra laltro (Norda Eldorado 59- 61, ndr).
Un bellesordio.
Non andato male se ho continuato per altre 996 volte. Ho fatto anche un conto.
Quale?
Delle partite che ho visto.
E il totale fa?
Siamo sulle 5.500.
Passato recentissimo: estate 2003. Ha mai avuto dubbi?
Ero un po perplesso, non si capiva pi nulla. Un paio di volte mi ero sentito con lavvocato Porelli. Sono rimasto. E devo ringraziare Claudio Sabatini per quello che ha fatto.
La Virtus pi bella?
Difficile dirlo. Bisogna analizzare i momenti. Quella del 76, che riport lo scudetto a Bologna dopo ventanni era straordinaria. Ma contro quella del Grande Slam farebbe fatica. E poi ci sono le Virtus di Driscoll.
Il giocatore?
Per doti umane e tecniche dico Jim Mc Millian. Ma ce ne sono tanti.
Elenchiamoli.
Kresimir Cosic e Tom Mc Millen. E poi Sasha Danilovic e Renato Villalta. E ancora Roberto Brunamonti. Ma li dico in ordine sparso.
E se le suggeriamo Ginobili?
Appunto. Mica facile ricordarli tutti. E poi c Driscoll. Con lui si parlava in dialetto bolognese.
Il giocatore pi deludente?
Prendete quelli del 2003. Pescate nel mucchio.
Sekularac, Avleev o Koturovic?
Forse tutti e tre.
Lallenatore migliore?
Peterson e Messina. E poi Nikolic e Bucci. Peterson, in assoluto, stato quello che ha cambiato la mentalit della nostra pallacanestro. Ettore stato il pi completo.
Il presidente?
Ho imparato tutto da Porelli. Lavvocato era avanti anni luce rispetto a tutti. E poi, se siamo ancora qua, lo dobbiamo a Claudio Sabatini.
La gara da impazzire?
Sarebbe facile dire gara cinque della finale 1998.
Lo dica, allora.
Il tiro da quattro di Danilovic. Ma anche la sfida con la Snaidero Udine del 1976.
Perch?
Ci diede la sicurezza dello scudetto. Lho ancora registrata, su cassetta. Ci sono gli umori e le ovazioni. E le fischiate di Baldini e Montella.
Il trofeo pi bello?
LEurolega 2001.
Il complimento pi gradito?
Un articolo su Stadio, tanti anni fa, firmato da Maurizio Roveri. Scrisse che ero uno speaker competente.
Linsulto?
Dei vaffa ne sono arrivati tanti. Quello pi sgradevole legato alla famosa invasione di campo del 2002, quella legata allesonero di Messina. Fui apostrofato duramente.
Lo sgarbo?
Facile anche questo. Mi sarebbe piaciuto raccontare la final four di Eurolega 2002, quella disputata a Casalecchio. Non fu possibile.
Ma la Virtus cos per lei?
Tutto e niente. Sar banale dirlo, ma un modo di vivere, di pensare e di comportarsi. Senza il quale non riesco a stare.
Cosa far questa Virtus?
Far bene. Ogni volta che parlo con Markovski vengo sorpreso in positivo dalle capacit del nostro allenatore. Mi regala fiducia. I giocatori non sono quelli del 2001, ma sono bravi. E vogliono lasciare il segno.
Lanno pi brutto?
Lestate 2002, con la partenza di Messina. Cerano tutte le premesse per quello che sarebbe accaduto poi un anno dopo.
Le sue tonsille?
Festeggio 35 anni di Virtus, alle volte si va in pensione. Ma sono numeri importanti: 35 anni di Virtus e 35 di banca. E 30 di matrimonio.
E le tonsille?
Con un po di propoli e qualche mentina sono di nuovo a posto.
Alessandro Gallo

Il Resto del Carlino

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