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Lunedi 29 Agosto 08:26

Profitto e canestri, ecco il tutor Fortitudo

L’Aquila chiama Renato Albonico, gloria virtussina degli anni Settanta

Nell’estate del 1970 approdò alla Virtus Bologna un giovane playmaker di 23 anni appena diplomato all’Istituto di Educazione Fisica di Milano. Nei progetti dell’avvocato Porelli doveva essere il cambio di Ettore Zuccheri, ma lo stesso Zuccheri si sfasciò i legamenti del ginocchio e così Renato Albonico fu subito gettato nella mischia.
A causa delle ristrettezze economiche quello non fu un periodo per la Virtus, però una seria programmazione prima fece arrivare una sudatissima salvezza e poi una Coppa Italia e uno scudetto. Mentre il pomeriggio si allenava al Palasport di Piazza Azzarita, Albonico al mattino insegnava nelle varie scuole della provincia bolognese, poi appese le scarpe al chiodo iniziò ad allenare. Adesso a 58 anni compiuti, e pungolato non poco da Maurizio Ferro, ha accettato di ricoprire la carica di tutor nelle foresterie della Fortitudo.
«Questo mi consentirà – spiega Renato Albonico – di fare contemporaneamente le tre cose che con più passione ho fatto nella mia vita. Come insegnante sono stato un educatore per ben 35 anni, poi, prima da giocatore e poi da allenatore, mi sono sporcato le mani con la pallacanestro, che è lo sport più bello del mondo. Seguendo questi ragazzi, sarò non solo un educatore e un coach ma anche un giocatore, dato che ogni tanto mi metterò i pantaloncini ginnici e mi allenerò in palestra con loro».
Albonico una vecchia gloria vitussina che collabora con la Fortitudo, in una città dove la rivalità tra le due squadre è molto sentita. La cosa, quantomeno, desta un po’ di curiosità, almeno tra i cestofili più appassionati.
«Anche in questo mi sento ancora giocatore dato che vado dove c’è qualcuno che mi chiama. Mi sento onorato che la Fortitudo mi abbia coinvolto in questo progetto, perché è una società che ha le idee molto chiare su come si sviluppa un settore giovanile.
Certo il mio passato virtussino poteva essere un eventuale ostacolo, ma su come questo sia stato superato è una domanda che dovete fare alla Fortitudo».
Ma dal PalaDozza Maurizio Ferro fa sapere di non aver avuto nessun tipo di indugio. «Bastava guardare con quanto entusiasmo e allo stesso tempo con quale serenità Albonico stava in palestra con i ragazzi delle scuole, per capire che era la persona giusta. La sua esperienza sarà di grande aiuto ai nostri giovani. Non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo un impegno morale con le famiglie che ci affidano i ragazzi. Non dobbiamo solo pensare alla pallacanestro, ma anche agli altri aspetti della vita e soprattutto alla scuola».
E in effetti da questo punto di vista Albonico, anche solo con la sua lunga storia di giocatore insegnante, potrà essere di esempio alle giovani leve fortitudine.
Massimo Selleri

Il Resto del Carlino

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