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Sabato 04 Febbraio 09:21

Il coach Frates se la prende con un arbitro

L’allenatore biancorosso si scaglia contro Sabetta: «Atteggiamento arrogante»

Facile che un allenatore se la prenda con «l’arbitraggio»; rarissimo che faccia nome e cognome, e snoccioli le azioni «dubbie». Ieri sera, alla fine della partita, Fabrizio Frates ha fatto i complimenti alla Navigo.it Teramo di Matteo Boniciolli e ha elogiato a lungo i suoi giocatori, reduci dalla trasferta in Lettonia e paracadutati in Abruzzo - complice l’anticipo di serie A messo in calendario proprio a ridosso della trasferta di Uleb Cup - senza nemmeno passare da Reggio. Poi ha fatto nome e cognome, Enrico Sabetta, ripromettendosi di rivedere talune fischiate.
«Teramo ha giocato con grande determinazione - commenta Frates - e ha saputo resistere al nostro recupero, riuscendo poi a vincere al fotofinish. Sono contento per il mio amico Matteo (Boniciolli, ndr). Ma sono contento anche di avere una bella squadra. Lo dico dopo una sconfitta, la seconda in tre giorni dopo quella a Ventspils, perché dirlo dopo una vittoria è troppo facile. Abbiamo viaggiato 15 ore, giocato martedì recuperando 15 punti alla squadra lettone, viaggiato ancora, recuperato 10 punti a Teramo e messo la testa avanti, nonostante l’assenza dei nostri due lunghi titolari Beard e Humphrey. Per questo dico che sono molto contento della professionalità di questa squadra».
Al coach della Pallacanestro Reggiana è piaciuta soprattutto «la forza fisica, morale e tecnica messa in campo in questa partita. Complimenti a Teramo, ma anche ai miei ragazzi».
Poi Frates passa all’arbitro: «Sono amareggiato per l’arbitro Sabetta. Non per gli zero tiri liberi che ci sono stati concessi negli ultimi dieci minuti (ben 13 liberi a disposizione di Teramo, invece, ndr) ma per quattro-cinque azioni che voglio rivedere: dalla stoppata di Gigli al fallo di Carra, fino all’infrazione di piede. Il tutto nel momento decisivo. Posso aver visto male io - puntualizza l’allenatore - e magari scoprirò che erano tutti falli fischiati in modo legittimo. Però voglio rivedere quelle azioni».
«In 20 anni che faccio l’allenatore - rincara Frates - ho avuto una sola espulsione, nel 1994 ad Arese, e due falli tecnici in 16 anni da capo-allenatore. L’arroganza e la spocchia con cui Sabetta mi tratta tutte le volte mi amareggia. Questo mostrare la personalità in modo non richiesto mi stupisce. Spero non accada più. A parte questo, è una partita dalla quale posso tornare a casa molto contento».
Quanto al match, Fabrizio Frates riconosce che la Bipop ha «sofferto la corsa e i salti di Teramo. Ma nel secondo tempo siamo stati più compatti in difesa, abbiamo controllato meglio i rimbalzi e alla fine abbiamo avuto 4-5 possessi per chiudere la partita nel finale. Non abbiamo avuto la lucidità per farlo».
Mauro Grasselli

Gazzetta di Reggio

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