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Lunedi 19 Giugno 13:23

Da Belinelli a Datome, da Garri ad Antonutti, quanti giovani bravi

Il nostro sport indubbiamente in recupero perch, nonostante tutto, possiamo osservare giovani che crescono.
Di Belinelli sapevamo, per averlo dimostrato gi nel finale della passata stagione, ma non di Bargnani, anche se eravamo tutti l con le bave alla bocca e di cui parleremo prossimamente e dettagliatamente. Faccio questa premessa perch troppi giovani e meno giovani o tali solo di carriera, ma un po' in l con l'anagrafe, vedi Cittadini, appunto, a Napoli, non sempre hanno confermato le aspettative e, come autografava il grande Vittorio Tracuzzi, precursore di tecnica e tattica: Come nelle possibilit e nelle previsioni. Questo perch, se non si riusciva, ognuno sapeva chi doveva incolpare!

Mi piace parlare dei ragazzi che erano nelle otto finaliste o, se credete, in quelle squadre che nella seconda scrematura c'erano. Partiamo da Siena, la prima grande delusa, uscita subito per mano di Roma: Pecile lo conosciamo bene, io pi di altri, e si merita la Nazionale, ma questa un'altra storia. Datome l'abbiamo visto giocare benissimo ma pochissimo forse perch sacrificato ad una legione straniera che, visto i risultati minimi non raggiunti, tanto valeva tenerlo di pi in campo. Noi non vediamo gli allenamenti, sicuro, ma dobbiamo credere a ci che fanno i coaches: forse il prossimo anno sar come il Bargnani attuale.

Biella un altro buon esempio di utilizzo di forza giovanile e italiana e ha Garri, il cui ruolo troppo si lega per al tiro da tre, dovrebbe diversificare e migliorarsi sotto canestro, lasciando da parte il palleggio ripetuto per farsi spazio, per una soluzione pi immediata o un'apertura per gli esterni, con movimento verso palla. Udine con Pancotto ha iniziato dalla prima gara ufficiale a far partire in quintetto Antonutti, dandogli fiducia e, come previsto, vedendolo migliorare. un ragazzo che ha coraggio, la mette anche sul piano fisico, seppur sembra che ad ogni duro contatto si rompa. Operazione fatta dalla Snaidero stessa anche con Zacchetti, ma a causa di dolorosi infortuni non molto fortunata.

A Roma gioca quello che potr diventare un vero play-segnatore, contropiedista e anche un po' casinista, Giachetti, ma quando l'ho visto con Livorno, tre anni fa, mettere sotto Montecchia, mio play a Reggio Calabria, mi aveva fatto un'impressione incredibile di forza, furbizia e accelerazione. Ora migliorato come continuit e capacit di gestire una squadra, ma forse ha perso quella semplicit che ne faceva un talento incredibile.

E di Spinelli, a Napoli, che ne dite? Lasciate da parte le ultime gare con la Climamio, dove c'era gran lavoro di nervi e di contrasti, avete visto che tecnica, che tiro, che fantasia possiede? Anche Cavaliero, prima a Milano (ma perch lo hanno ceduto?) e poi a Roseto, ha dato segnali di una grande leadership che con la vicinanza di Busca di molto aumentata.

Non posso chiudere senza parlare e rimarcare le luci e le ombre che riflettono la stagione di Mancinelli alla Climamio. Ci scommettevo e lo faccio ancora, ma non vorrei che, come diceva il professor Nikolic: "Tu sei come buona mucca, fai tanto latte, ma con calcio butti gi secchio!".

Il Gazzettino

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