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Lunedi 23 Ottobre 09:17

E’ Belinelli l’ideale testimonial olimpico che Bologna sta aspettando da oltre vent’anni


B COME BOLOGNA. E B come BasketCity e Belinelli. Domani passerella di olimpionici nella Cappella Farnese di palazzo dAccursio. Una sessantina le persone individuate dal Coni di Bologna, la maggioranza riconducibili al basket.
Mancano per da tempo immemorabile i bolognesi doc: quelli nati e cresciuti da queste parti. Ecco perch le speranze sono puntate su Marco Belinelli, nato a San Giovanni in Persiceto, scoperto da Max Milli e portato in Virtus e, da l, in Fortitudo. Potrebbe essere Belinelli il bolognese doc a ritrovare i giochi Olimpici, sessantanni dopo le Olimpiadi di Londra nelle quali trovarono posto Renzo Ranuzzi e Luigi Rapini. Leggendari pionieri premiati domani sera della palla al cesto. Personaggi che hanno condiviso questo onore con Giancarlo Marinelli (uno che nel 1945, per rispondere a una chiamata azzurra, fu capace di interrompere, dopo soli tre giorni, il suo viaggio di nozze), Sergio Ferriani e Gianfranco Bersani. Poi sarebbero arrivati gli altri: Dino Zucchi, Mario Alesini, Nino Calebotta, Achille Canna, Dado Lombardi e Gianfranco Sardagna. E Augusto Giomo, Corrado Pellanera, Massimo Cosmelli, Gigi Serafini, Gianni Bertolotti, Marco Bonamico, Renato Villalta e Roberto Brunamonti. E, via via, Alessandro Abbio, Carlton Myers (il portabandiera di Sydney 2000), Gianmarco Pozzecco, Giacomo Galanda, Gianluca Basile. Un elenco nel quale spicca, nel 1980, il nominativo di Pietrone Generali uno che nato qui, continua ad allenare qui e conserva in casa il pallone della finale di Mosca, quello che premi la Jugoslavia, ma regal allItalia il suo primo argento olimpico. Un testimone ideale da Generali a Belinelli: ora tocca al Bimbo di San Giovanni in Persiceto. Appuntamento a Pechino 2008.

Alessandro Gallo

Il Resto del Carlino

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