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Martedì 14 Novembre 12:12

C´era una volta il glorioso Gira e a Basket City le torri erano tre

Si festeggiano in Santa Lucia i 60 anni della societ, oggi in B ad Ozzano

Quando Ranuzzi pass al Gira, arrivando dalla Virtus, al primo allenamento laccogliemmo cos: benvenuto allUniversit. E lui: datemi il pallone che vi faccio vedere. Storie di rivalit e damicizia, sessantanni di pallacanestro che Carlo Muci, il vecchio ragazzo del Bar Teatro, raccontava ieri davanti ad un Virtus-Benetton non certo adatto a palati fini. Storie che, chi vorr, potr riascoltare questo pomeriggio, in occasione della giornata celebrativa organizzata dal Gira. Lappuntamento per tutti alle 18,30 allAula Absidale di Santa Lucia, presenti pure, tra gli altri, lavvocato Porelli, nume tutelare della Virtus, e Sandro Gamba, rivale storico dai tempi in cui giocava con la Borletti Milano. Sono stati ritrovati inediti filmati depoca, foto e documenti che saranno la cornice duna serata che si annuncia ghiotta, per chi appassionato di storia della pallacanestro bolognese. Lidea, festeggiando questi sessantanni, recuperare e rilanciare la storia del Gira, gloriosa terza torre del basket cittadino, oggi e in questi anni, risultati a parte, un po messa in ombra.
Ci saranno allora Muci, che esaltava i tifosi in Sala Borsa col palleggio e il passaggio "baseball" per lanciare sotto canestro i pivot, e Giorgio Bongiovanni, appena premiato come atleta olimpico ad Helsinky 52. Mancheranno Larry Strong e Frank Germain, i due americani che fecero del Gira la squadra che, gi negli anni 50, parlava di basket, non pi di palla al cesto. La Virtus allepoca era imbattibile, ma quella squadra col nome che era labbreviazione di Girardengo, nata appunto dalla costola duna societ ciclistica, la fece spesso soffrire.
Il derby a Bologna nato cos, la V nera contro la G, ricorda Muci. Facemmo un cappellino con la G sulla visiera, la lettera la disegnai io. Non solo pressing, ma anche marketing per un gruppo che fece un secondo posto (dietro la Borletti) ed un terzo nei campionati della prima met degli anni Cinquanta. A far innamorare degli arancioneri ci pensavano Germain, il pivot da New York, Macoratti, Di Cera, Mascioni.
Ma la favola non ha un lieto fine. Dal 1956 in poi se ne vanno o smettono i migliori, mancano le risorse e lentamente il Gira affonda. Fino alla serie C. Anni duri, per chi ha sfidato Milano e la Bologna bianconera. E ancora pi frustranti quando scende in campo la Fortitudo, ed lei alla fine degli anni 60 a subentrare nei derby e a sfidare la nobile Virtus in citt. Stare a guardare da laggi il palasport che si riaccende per le stracittadine fa male al cuore. Vuole tornare ad esserci anche il Gira, e ci riesce con la doppia promozione a met anni 70. Due anni tutti dun fiato per tornare in Serie A e cos Bologna torna ad avere tre squadre, ma gli arancioneri, che vestono i colori pastello del marchio Fernet Tonic, si devono accontentare del sabato pomeriggio. Per affollano nuovamente le gradinate. Bariviera, Anconetani, Di Nallo, Sacchetti, Masini, Gelsomini sono i nuovi eroi del popolo arancionero, con Patterson il "cavaliere bianco" e Bob Elliott, un colored che fa impazzire i tifosi con le sue schiacciate da Nba ma pure i dirigenti per una vita fuori dal campo un po troppo brillante. La Fernet Tonic riassapora i derby, li torna a vincere, uno espugnando anche il campo della Virtus. Sembrano tornati i giorni doro, ma solo unillusione. Sono troppe tre squadre anche per Basket City e gli anni 80 sono nuovamente un calvario. Bisogna aspettare almeno dieci anni, e la passione della famiglia Vacchi, quelli dellIma di Ozzano, per ricostruire lentamente una societ che oggi gioca in B1.
Se sar ancora derby, lo vedremo. Intanto, ogni sabato sera, Muci e Ranuzzi prendono la macchina e vanno ad Ozzano a vedersi le partite in casa. Chiss se lo sanno, i ragazzi in campo, che quei due signori in tribuna, con la grande G, fecero sfracelli.
LUCA SANCINI

La Repubblica

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