News

Martedì 20 Febbraio 09:24

Il primo con due maglie a Basket City Lombardi ricorda tutti i suoi derby

"Alla cerimonia in Comune ho rivisto amici, avversari, vecchie immagini. Incredibile, sono pi magro adesso"

Lo scopr Vittorio Tracuzzi. Allenava, il moro, una Virtus padrona, ma aveva capito, da perfetto conoscitore di uomini e schemi, che le Vu nere reduci da due scudetti tra il 54 e il 56 contavano gi troppi campioni sul viale del tramonto. Cos, quel ragazzino bruno, gi a 14 anni forte dun tiro micidiale, port laccento secco della sua Livorno nella Bologna bianconera, a rilevare gli Alesini e i Calebotta. E qui restato, Gianfranco Lombardi, per tutti Dado, forse la prima grande stella della futura Basket City, anche oggi a viverci, dopo quasi mezzo secolo di onorata carriera tra campo e palestra. Restai per amore - racconta oggi -. Per la Virtus, per la citt, per la mia fidanzata dallora, che oggi mia moglie. Milano e Varese mi fecero per anni corti serrate, ma resistetti sempre. Simmenthal e Ignis erano gli squadroni dellepoca, Bogoncelli e Borghi i loro magnifici capitani dindustria: i cummenda lombardi gli mettevano sul tavolo offerte da non poter rifiutare, eppure lui le rifiut. In un album di figurine di Basket City la sua potrebbero stamparla pi grande. Alla Virtus sono cresciuto: ebbi la fortuna di avere Tracuzzi come maestro, un vero innovatore, avanti dieci anni rispetto agli altri. Curava tutti gli aspetti ed era in continuo aggiornamento sulle novit che arrivavano dallAmerica. A lui e a Paratore in nazionale devo tutto. Fu un periodo bellissimo, anche con la partecipazione, a 19 anni, ai Giochi di Roma 60.
Rest dunque, e nella storia di Basket City da sempre irrorata dalle sfide tra cugini, prima ancora che da scudetti e coppe, Lombardi non poteva che metterci un sigillo. La prima delle battaglie tra la V e la F del 15 dicembre 1966: il migliore in campo fu lui, 30 punti segnati in faccia a Andrews, lamericano della Fortitudo. Simbolo di una Virtus sempre fra le prime, Dado a un certo punto la lasci. La societ non navigava in buone acque e cerc di monetizzare vendendo i gioielli. Cos accettai il passaggio in Fortitudo. Ricordo che ci arrivai con enorme circospezione. Mi dicevo: chi sono questi giovani che sfidano le V nere? Invece fu unesperienza bellissima, con Beppe Lamberti allenatore e Bergonzoni e Orlandi, compagni modesti e caparbi che davano sempre qualcosa in pi sul campo. Era la tradizione, la Virtus, contro il nuovo, la Fortitudo.
Certo non fu una passeggiata essere praticamente il primo, con un nome cos enorme, a cambiare maglia in una citt in cui cominciava a crescere il muro del derby. E il Dado lo pag. Alla prima stracittadina con la maglia invertita ne fece solo 8: a lui, regolarmente in doppia cifra, quel giorno venne il braccino. Ci pens il Barone, quel gran talento di Gary Shull, ricorda oggi: 24 punti e lEldorado viol casa Virtus. Del resto i derby sono partite speciali, puoi esaltarti o farti tradire dalle gambe molli, dopo una settimana a pensarci su.
Al servizio di due bandiere, Lombardi ha avuto comunque un solo amore: la citt dei canestri. Che oggi, davanti a ricorrenti ipotesi di fusione, gli fa dire: Ma immaginate un virtussino tifare Fortitudo? Finirebbe Basket City, la sua forza, la sua tradizione. A Livorno la fusione andata male. Piuttosto, occorre riavvicinare i ragazzi. Non possibile che per vedere le partite ci si debba abbonare a Sky. Otto giorni fa Lombardi entrato nella Hall of Fame italiana, premiato a Palazzo dAccursio. Mi sono sentito come il vecchio alpino che bacia la bandiera e versa due lacrime. Ho tanti ricordi e aver rivisto amici e avversari dallora mha aperto il cuore. Poi, le foto. Beh, sono pi magro adesso.
LUCA SANCINI

La Repubblica

ULTIME NEWS