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Giovedì 24 Maggio 09:11

Il Granducato ha i canestri vuoti

Livorno arranca, Montecatini soffre, la speranza Pistoia

La radio di bordo una sfera di cristallo, dice che il vento si far lupo e il mare si far sciacallo. Le parole di Fabrizio De Andr sono le migliori per disegnare lattuale momento del basket toscano. Dove sta andando la nave dei canestri? Contro gli scogli, verso le secche, oppure leggendo bene il meteo e la bussola si riuscir a evitare lepicentro della tempesta? Al momento le certezze sono poche. In serie A, quella vera, resiste solo la Montepaschi Siena, con le spalle coperte dal colosso bancario e uno scudetto annunciato da spillare sulla canottiera biancoverde. La divisa degli alieni. Almeno dieci milioni di budget, regular season vinta a tempo di record (60 punti, 30 vittorie in 34 partite), perfetto mix di qualit e spettacolo. MPS, praticamente una polisportiva, se vero che sponsorizza anche Virtus Siena (B1), Costone (C1), i cugini di Colle Val dElsa (C1) e la A2 femminile. Una grande mamma che non dimentica neppure i figli del Siena calcio, una solidit economica e delle certezze che purtroppo il resto della Toscana rincorre invano.
Siena la costante, il centro di gravit permanente, nelle altre citt invece una volta finita lepoca dei padri-padroni (Boris, DAlesio, Panati, Becciani, Carrara) sono cominciate le montagne russe. Alti e bassi, fumo e cenere. Vedi gli anni Snai di Montecatini, il periodo Mabo a Pistoia e poi a Livorno, qualche segnale di rilancio a Firenze dal gruppo Everlast-Mabo. Illusioni, sogni spezzati, incendi di passione spenti da estintori carichi di cinismo e di conti che non tornavano.
Eppure non un secolo, ma allinizio degli anni Novanta, fra A1 e A2 (ribattezzate serie A e Legadue) la Toscana aveva sei club: Libertas e Pallacanestro a Livorno, poi Montecatini, Pistoia, Firenze e Siena. Anni affollati, palasport pieni come traghetti nel mese di agosto, derby in quantit industriale. Troppa grazia, la selezione naturale era in agguato: nel giugno 1991 a Livorno il prof. Enrico Querci invent la sinergia, una fusione che port a ripianare il bilancio della PL, cancellandola per dalla geografia del basket, e a mandare dallo psicologo migliaia di tifosi perch anche la Libertas, pur resistendo sui registri della Fip, di fatto non esisteva pi. Un colpo di spugna, una furbata, anzi una coltellata. Unoperazione chirurgica completata tre anni dopo, quando una fidejussione falsa della misteriosa Galbus international presentata al momento di iscriversi al campionato port alla cancellazione anche di quella cosa indefinita partorita dalla sinergia.
Nel frattempo i costi salivano, leffetto Messaggero-Gardini innescava una reazione a catena: 13 miliardi di lire per il cartellino di Andrea Niccolai, 20 per Stefano Rusconi, il pivot della nazionale. Numeri da calcio, ma con ritorni venti-trenta volte pi bassi, e solo spiccioli dalla pay tv. Il movimento ha cominciato a zoppicare da l. La rovina del basket italiano - diceva il compianto Massimo Mangano - sono state tre cose: legge 91, sentenza Bosman e tangentopoli. Perch per seguire il calcio nellalveo del professionismo il basket ha amplificato la voce costi, dovendo pagare il fondo pensione perfino agli americani (pi lavoratori autonomi di loro...), perch la sentenza Bosman e lapertura ai giocatori comunitari ha ammazzato il senso dei vivai, perch quello scandalo ha drasticamente ridotto il flusso delle sponsorizzazioni. Che prima erano facili (mi dai dieci, io societ sportiva ti rilascio una fattura da cinquanta), poi sono diventate merce rara. Con troppi cani intorno a pochi ossi.
Il basket, per sua stessa natura, portato a identificarsi molto nel territorio sul quale opera, la storia racconta che questo sport ha sempre avuto la capacit di attrarre imprenditori locali pi che patron-giramondo. Perch qui la torta dei ricavi (mutualit di Lega, diritti tv) anche in serie A uno snack ipocalorico, e soltanto la passione o una ricerca massiccia delle entrate (sponsor-soci-pubblicit) pu spingerti vicino al pareggio di gestione. Cos i Benetton investono a Treviso, Armani a Milano, Toti a Roma, Cazzola e Seragnoli lhanno fatto per molti anni a Bologna. E se qualcuno dallesterno accetta di prendere le chiavi di una societ perch, forse, pensa di sbarcare in una citt rispolverando il principio do ut des. Poi, quando succede, appena i suoi interessi commerciali su quella piazza sono esauriti, si alza da tavola e saluta.
Oasi Montepaschi a parte, la Toscana dei canestri deve andare dal medico per una bella cura ricostituente. Livorno , finito il triennio Mabo, dal 2004 vive sempre in mezzo al guado, con cinque soci privati e una parte di quote in carico al Comune. E retrocessa in Legadue, entro l11 giugno pensa di iscriversi, ma ha rimesso la palla in mano al sindaco, e il 1 giugno ci sar unaltra assemblea straordinaria. Un altro bivio. La passione intatta (4.241 spettatori di media, quinto pubblico di tutta la serie A), le certezze no. Montecatini in questi giorni ha rifatto un appello perch il bilancio ha bisogno di una flebo: sul calendario rossobl c scritto 29 maggio. La data di una riunione che dovrebbe portare finalmente schiarite sul futuro. A Firenze il tandem Bastagli-Falsini ha riconsegnato le chiavi allassessore allo sport Giani. In questa citt non si pu programmare - hanno detto - qui si vede solo viola.... Lamentando difficolt di avere persino le palestre per allenarsi. I tempi di Gei Gei Anderson sono un puntino lontano, il T-rex Fiorentina nel cuore della gente ammette solo le briciole.
Il malato in condizioni serie, ma qualche eccezione esiste. A Pistoia, scomparsa nel 2000 per la vendita del titolo di Legadue a Fabriano, dopo sette anni la nuova societ ha raggiunto la finale promozione di B1 contro Osimo. Il fuoco riacceso, il derby con Montecatini e Livorno sta per tornare. E in B1 potrebbe andarci Empoli, con la vecchia Use siglata Consorzio Etruria. Fra tante lacrime due esempi della Toscana che ride.

Renzo Marmugi

Il Tirreno

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