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Martedì 18 Dicembre 09:09

La Virtus di «Pilla» è un pianto Mai così male da 35 anni

Il record negativo con 6 vittorie su 14 eguaglia quello del '72

Pestata anche a Varese, dall'ultima in classifica guidata da Bianchini, che in bianconero fu il primo della storia a fallire i playoff nel 2003, la Virtus si sta avvitando su se stessa, in campo e in ufficio, cercando quella soluzione al rebus che difficilmente sar trovata. un pianto, la Vu nera di Pillastrini, la peggiore degli ultimi 35 anni: mai s'era partiti cos male, per impattare quest'increscioso bilancio bisogna risalire al 1972-'73, allenatore Nico Messina, l'allora Norda era reduce da due stagioni complicate e da una salvezza acchiappata in extremis.
Questa Virtus, invece, viene da una finale scudetto ma, dopo l'estate, stata azzerata anche tecnicamente. Negli ultimi due mesi successo di tutto, punizioni, summit, epurazioni e tagli, ma non s' mai percepita la chiarezza nella gestione dello spogliatoio e dei casi che via via si sono aperti. , spesso, dovuto intervenire (spendendo anche sul mercato) Sabatini, e ogni volta la manovra del patron ha corretto o sbugiardato quella verbale o pratica dell'allenatore, ormai in balia degli eventi ma unico ad aver salda la posizione. Di questa Virtus non funziona nulla, ha detto Pillastrini dopo la legnata di Varese, ed verissimo: delle ultime 16 gare ne ha perse 13, beccando in undici occasioni pi di 10 punti di scarto, ma le speranze di tappare l'enormi falle della barca sono affidate solo alle aggiunte di Best, Blizzard e Bulleri. Senz'aver finora costruito alcunch, la Virtus ha cos scritto pagine amare, piombando negli abissi e spazzando via, in ormai met stagione, i picchi negativi del passato. Non inizi bene nemmeno Ettore Messina, nel 1990, post caso-Richardson, ma la base c'era e arriv il terzo posto. And male pure Bucci nell'84-'85, l'anno dopo lo scudetto della stella: pag la sbornia, fin settimo con poca gloria. Degli altri due casi s' gi raccontato, il 2002-'03 fu l'ultimo dell'era Madrigali, la Virtus non aveva nemmeno lo sponsor e non vinse mai in trasferta, crollando nel girone di ritorno. Ma gi l'abbrivio fu tremebondo e a Natale Tanjevic venne esonerato.
E la Fortezza di Pilla, resister? deboluccia, la speranza che tre innesti possano risollevare gli animi, cambiare il trend imposto dalla confusione, innescare miglioramenti che debbono essere soprattutto tecnici. Il progetto, in fondo, gi morto e si sta provando a disegnarne un altro: ceduto Conroy, giubilato Holland, sterilizzati Di Bella, Giovannoni e Crosariol, restano Anderson in cerca di se stesso e Spencer (inspiegabilmente l'unico, in campo, mai in discussione) a far bottino personale. Un po' poco, per reggere fino all'utopica rivoluzione di primavera.
Daniele Labanti

Corriere di Bologna

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