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Giovedì 06 Marzo 09:29

Il Teramo va a canestro anche con il vivaio

Progetto avviato nel 2000. Diciassette i ragazzi in foresteria, pi di 300 in tutto

Se nel letto ci stava la testa, i piedi finivano fuori. E se i piedi venivano infilati sotto le lenzuola, la testa bisognava poggiarla sul comodino, facendo attenzione a non rovesciare labatjour. E non era neppure ipotizzabile che per contratto i ragazzi dormissero rannicchiati. Si fa presto a dire settore giovanile, ma se lo sport il basket e si vogliono tenere alcuni talentuosi prospetti in una foresteria occorrono letti fuori ordinanza. Letti per giovanotti pronti a sfondare quota due metri.
Luca Di Polidoro e Francesco Raho, rispettivamente responsabile organizzativo (insieme a Cesare Taraschi) e responsabile tecnico del vivaio del Teramo, sorridono quando ripensano a quei giorni in cui si sono dovuti adoperare per munire i cinque appartamenti affittati di letti adeguati nella lunghezza e nella robustezza perch il basket fuori misura sempre e comunque. Basta chiederlo al biancorosso Vladimir Yasakov che, malgrado abbia compiuto 18 anni il 28 gennaio scorso, lungo 200 centimetri tondi tondi e supera il quintale di peso.
Fin qui laspetto goliardico di unattivit che richiede tempo, passione, professionalit e denaro, ma che indispensabile per il reale salto di qualit di un club. Il nostro progetto iniziato nel 2000 con Renato Castorina, ricorda Di Polidoro senza nascondere che i primi tempi sono stati durissimi. I ragazzi e le loro famiglie erano affascinati da Benetton, Mens Sana, Fortitudo, Virtus e Olimpia e facevano fatica a prenderci in considerazione. Adesso, con soddisfazione, possiamo dire che ci cercano. Stiamo acquisendo il giusto status.
Raho , pugliese di Nard, entrato a far parte della famiglia teramana due anni fa. Il progetto presentatogli dal presidente Antonetti lha conquistato in un attimo. Lavoriamo sodo per raggiungere risultati importanti, ma non alludo a quelli scritti sul tabellone del palazzetto, che pure ci interessano: il nostro vero obiettivo creare una scuola Teramo Basket. Siamo talmente presi dalla nostra creatura da poter affermare che il punto di riferimento proprio il Teramo Basket. Insomma, levoluzione di cui siamo stati protagonisti e gli obiettivi prefissati valgono pi degli esempi che vanno per la maggiore in Italia e che, comunque, rispettiamo.
Il settore giovanile del Teramo formato da circa 170 ragazzi, ai quali va aggiunta la marea della scuola basket. Viene da s che indispensabile una struttura organizzativo di primo livello. Abbiamo tanti dirigenti che fanno puro volontariato. Non smetteremo mai di ringraziarli, aggiunge Di Polidoro. Il basket molto selettivo e, chiaramente, tantissimi dei nostri ragazzi non arriveranno al professionismo. Ebbene, tanti di quelli che hanno gi smesso con lattivit agonistica sono restati nellambiente in qualit di allenatori, collaboratori e arbitri. Apro una parentesi sui risultati, in modo da evidenziare la nostra crescita: al primo anno di lavoro si perdeva di 20 contro le squadre dei grandi club, ma poi le cose sono cambiate e lUnder 19, al torneo di Roma, ha battuto la blasonata Benetton.
Le radici di un settore giovanile hanno nomi precisi: minibasket (il responsabile Marco DAscenzo) e Progetto scuola. Radici dalle infinite diramazioni. Abbiamo 17 ragazzi in una foresteria rappresentata da cinque appartamenti ubicati nella stessa zona, precisa Di Polidoro. Lappartamento pi grande utilizzato per i pasti cucinati dalla cuoca Lucia Fidanza. Il responsabile della foresteria Bernarda Mossini, da un po coaudiuvata dal fratello Gino.
Far parte del vivaio di una societ di Lega-A significa entrare in una dimensione agonistica. Il lavoro, sia fisico che tecnico, si sviluppa giornalmente per quattro ore e viene sistematicamente ripetuto nellarco dellintera settimana, precisa Raho, che stato anche head coach nella massima serie, per quattro partite, a Reggio Emilia. Teniamo anche presente le partite e le trasferte. Per gli spostamenti in citt - scuola-foresteria-palazzetto - i tesserati hanno a disposizione labbonamento per i mezzi pubblici. Da noi non permesso trascurare gli studi: vogliamo crescere luomo prima dellatleta. Tra laltro, Teramo una citt a misura di studente e piace alle famiglie.
MARCO CAMPLONE

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