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Mercoledì 21 Marzo 18:33

Umana, Brugnaro al convegno sulla certificazione etica dei club: 'Lo sport come cultura fondata sulla crescita dell'individuo'

 
L'Umana Reyer stata tra gli ospiti ed i protagonisti del convegno annuale sulla certificazione etica svoltosi questa mattina presso la sede de La Gazzetta dello Sport a Milano. Il Presidente dell'Umana Reyer, Luigi Brugnaro, intervenuto in prima persona al convegno dal titolo "Leali nello sport, leali nella vita" al quale la societ orogranata ha preso parte in qualit di unica societ di basket nonch unica societ sportiva professionistica in Italia gi certificata.

"In un momento storico come questo importante pensare allo sport come veicolo di una cultura nuova, fondata sulla crescita dell'individuo - ha detto il Presidente Brugnaro - il progetto sportivo della Reyer storicamente sempre stato culturale e sociale legato al territorio. In questo senso noi parliamo a tutti i giovani, non solo ai grandi talenti, perch tutti diventeranno adulti, cittadini, genitori. A questo pensava Costantino Reyer, e a questo noi ci ispiriamo. L'obiettivo nostro poi quello di portare le famiglie al Palasport e ci siamo riusciti, favorendo il dialogo e la socializzazione. Non a caso da noi la gente arriva anche tre ore prima dell'inizio della partita perch si ricreata al palasport quella "piazza" che non c' pi. La certificazione etica non un'imposizione ed io sono qui per testimoniare che se fatta utile e sono qui anche per dire che lo sport di tutti, non solo degli sportivi o ex sportivi, perch la competizione insita in tutti noi. Lo sport insegna che vince chi si rialza prima e il fatto di essere reattivi, flessibili, capire l'avversario sono concetti che valgono tanto nello sport quanto nell'economia. Essendo in casa della Gazzetta dello Sport mi sento di lanciare anche un messaggio indirizzato al servizio pubblico di informazione che dovrebbe far passare in prima serata anche gli altri sport, almeno le classifiche, non solo il calcio: infatti nell'offerta plurima che si sviluppa la competizione e si alza il livello. In fine credo che il Governo, in modo particolare questo Governo, dovrebbe fare degli investimenti importanti sugli impianti sportivi per essere allo stesso livello degli altri Paesi europei. Per tutte queste cose trovo che la certificazione etica sia di fondamentale importanza per cui ringrazio i promotori e gli ideatori di questa iniziative".

Tra i vari interventi anche quello del Ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi, intervenuto tramite videomessaggio. "Lo sport favorisce la crescita delle persone - ha detto - e tra i suoi valori pi importanti vi proprio la correttezza. Avere una certificazione etica dello sport importantissimo e mi auguro si diffonda rapidamente. Certamente anche chi sponsorizza lo sport deve tener conto di questo". Ha aperto la mattinata il saluto del Direttore della Gazzetta dello Sport Andrea Monti che ha sottolineato quanto il convegno annuale sull'Etica sia diventato un appunamento fisso e quanto Gazzetta dello Sport ed Esicert siano sempre pi impegnati su questo tema. "L'esigenza di etica e di certificazione verificabile nello sport italiano" ha detto Monti citando lo scandalo scommesse e quanto lo scandalo abbia inciso sul calo delle scommesse stesse. "La certificazione etica ha il significato di promuovere lo sport come strumento di coesione sociale, come tentativo di promuovere i bilanci sani e lo sport come sinonimo di educazione".

Sono intervenuti inoltre al convegno, moderato da Daniele Redaelli de La Gazzetta dello Sport, Luciano Carrera (Presidente Esicert), Riccardo Agabio (Vice Presidente Nazionale del Coni), Ettore Pollicardo (Presidente Bureau Vertitas Italia), Demetrio Albertini (Vice Presidente FIGC), Renato Di Rocco (Presidente Federazione Ciclismo), Domenico Campione (Comandante del Centro Sportivo Guardia di Finanza), Franco Arturi (Vice Direttore Gazzetta dello Sport).

A chiudere gli interventi il Presidente di Rcs Mediagroup Piergaetano Marchetti che ha lodato l'iniziativa. "Veniamo dalla cultura della scorciatoia, dalla cultura dell'apparenza, dalla cultura della furbizia a danno dell'intelligenza. Io leggo nella reazione a tutto questo attraverso la certificazione etica un grande servizio alla collettivit. Ma alla base ci deve essere proprio un impulso culturale. Deve arrivare primo chi lo per merito ma anche per correttezza. Nel contempo nella societ devono coniugarsi merito e dignit anche per chi si impegna correttamente pur non conseguendo vittorie".

Sito Uff. Reyer Venezia

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